Stalking in Comune: la vittima "pedinata" dall'amico dell'amante

L'imputato si difende in aula: "L'unica mia colpa è aver avuto una relazione con lei"

Il processo si sta celebrando a Caserta

Un pizzino, consegnatogli su un cantiere dove stava lavorando con su un numero di targa per verificare la presenza di un'auto sulla Nazionale.

E' questa la circostanza emersa nel processo a carico di Pasquale F., dipendente del Comune di Casagiove accusato di stalking nei confronti di una sua collega, Filomena V. Nel corso dell'udienza celebrata stamattina dinanzi al giudice Antonio Riccio presso la sezione distaccata di Caserta del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stato escusso un geometra che lavorava per un'impresa edile di cui l'imputato era titolare.

Il testimone ha spiegato che una mattina il signor F. gli chiese di verificare la presenza di una vettura sull'Appia. Una circostanza che il testimone non ha saputo giustificare: "forse era qualche fornitore", ha detto al giudice. Inoltre non ricordava il fatto di essersi recato a casa della vittima di stalking, fatto di cui c'è una registrazione acquisita dal giudice su istanza dell'avvocato di parte civile Rossella Calabritto.

A margine dell'udienza è stato l'imputato a prendere la parola rilasciando dichiarazioni spontanee. "L'unica mia colpa è quella di aver avuto una relazione con questa donna e sono allibito di queste accuse - ha detto - Accuse per le quali sono stato costretto a lasciare il mio ufficio grazie all'aiuto di qualche politico a questa persona".

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