Spaccio di droga, torna a casa dopo 9 mesi

Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per Mario De Masi

Arrestato nella maxi inchiesta sullo spaccio

Torna a casa Mario De Masi, di Castel Volturno, accusato di far parte di un'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Il gip del tribunale di Napoli ha accolto l'istanza del suo difensore, l'avvocato Enrico Iascone Maglieri, e disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.

De Masi venne arrestato in seguito ad un'articolata indagine da parte dei carabinieri che nel mese di ottobre del 2018 avevano smantellato il sodalizio ed assicurato alla giustizia 72 persone. L'indagine aveva consentito di verificare la riorganizzazione della gestione delle piazze di spaccio nel comune di Santa Maria Capua Vetere e nelle aree limitrofe (San Tammaro, Curti, Casapulla, San Prisco e Macerata Campania) conseguente alla disarticolazione del gruppo Fava avvenuta nell’anno 2013. Gli spunti offerti dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e le ulteriori attività investigative, consistite in attività tecniche di intercettazioni, telefoniche ed ambientali, captazione di immagini attraverso telecamere spia, servizi di osservazione e riscontri, hanno consentito di confermare l’ipotesi degli inquirenti in ordine al fatto che l’attività di spaccio del tipo cocaina e crack, lungi dal fermarsi, si articolasse in nuove e più articolate forme, con la diffusione di vere e proprie piazze di spaccio nel comune sammaritano che si approvvigionavano dello stupefacente nella provincia di Napoli.

L’approfondimento delle fonti di approvvigionamento, in particolare della cocaina, ha consentito di appurare che analogo sistema delle piazze di spaccio era presente anche in diversi contesti territoriali delle province di Napoli e Avellino, con molteplici soggetti a cui erano affidate, attraverso una suddivisione particolareggiata dei ruoli, le funzioni di acquisto, gestione e spaccio dello stupefacente. In particolare, l’estensione dei mezzi investigativi su un numero sempre maggiore di soggetti ha consentito di isolare quattro ulteriori organizzazioni criminali. Ovvero: un gruppo operante nell’area vesuviana, nei comuni di Acerra, Pomigliano d’Arco, Castello di Cisterna, Somma Vesuviana, San Vitaliano e Marigliano, per il quale è stata riconosciuta anche l’aggravante dell’associazione armata; un gruppo attivo nell’area nord-ovest della provincia di Napoli (a Giugliano in Campania); un gruppo operativo nell’area nolana (Nola, Cimitile, Camposano, Roccarainola) e in quella della confinante provincia di Avellino (Avella); un gruppo localizzato nei quartieri napoletani di Scampia, Secondigliano e Capodichino. 

Nel corso degli ultimi giorni il gip ha sostituito nei confronti di De Masi la misura cautelare. Ha già lasciato il carcere di Secondigliano.

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