Pusher millennials per lo spaccio fuori alle scuole: indagati anche 8 minorenni

L'esercito di "muschilli" al servizio della banda della droga finita in manette

Lo spaccio fuori alle scuole

Un esercito di "muschilli". Era quello su cui poteva contare la banda di spacciatori che operava tra Santa Maria Capua Vetere e Curti. Sono 8 i pusher millennials, per i quali si procede separatamente, che avevano il ruolo di spacciare droga, prevalentemente hashish e marijuana, per conto dei 5 ragazzi più grandi, finiti in manette,  che coordinavano le attività di vendita al dettaglio di stupefacenti nei luoghi di aggregazione giovanili e fuori alle scuole del casertano.

L'organizzazione era particolarmente strutturata. A capo della banda c'era Vladislav Stoica che non solo si occupava dello spaccio al dettaglio ma anche della gestione organizzativa e direttiva dell'associazione. Ad aiutarlo in questo compito c'era Davide Signore che provvedeva a distribuire lo stupefacente ai diversi pusher mentre Francesco Triassi era il cassiere del gruppo col compito di recuperare i soldi dello spaccio dai venditori al dettaglio, tra cui anche Kevin Gravagno, e reinvestirli nell'acquisto di altri stupefacenti, prevalentemente da Giuseppe Cortese, ritenuto il fornitore del gruppo. 

A fare il "lavoro sporco", lo spaccio delle dosi, erano i ragazzini, all'epoca dei fatti tutti minorenni, che "piazzavano" la droga ai singoli assuntori dando poi i soldi ai vertici del gruppo che facevano ripartire la macchina dell'acquisto e successiva redistribuzione della droga. 
 

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