Spaccio del clan nelle palazzine, arriva la svolta per Belvedere

Il giudice ha disposto la sostituzione della custodia in cella con quella dei domiciliari

Coinvolto nello spaccio di droga alla Cucciarella

Era rimasto coinvolto nella maxi inchiesta sullo spaccio di droga alla Cucciarella, nei rioni popolari di Maddaloni. Dopo circa 8 mesi in carcere torna a casa Pietro Belvedere.

Il gip Roberta Attena del tribunale di Napoli ha accolto l'istanza dei difensori di Belvedere, gli avvocati Nello Sgambato e Danilo Di Rosa, e disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari in provincia di Frosinone. 

Il giudice ha valutato positivamente sia il tempo trascorso dall'ordinanza sia la disponibilità di un domicilio lontano dal contesto in cui sono maturate le condotte che avevano portato Belvedere in cella. Il 30enne di Maddaloni attualmente è sotto processo con abbreviato. Nel corso della sua requisitoria il pm della Dda Luigi Landolfi ha invocato la sua condanna a 12 anni di reclusione. 

L'inchiesta che lo ha coinvolto nell'aprile dello scorso anno aveva svelato l'esistenza di un sodalizio - guidato prima da Antonio Esposito e poi da Antonio Mastropietro - finalizzato allo spaccio di marijuana, cocaina ed hashish. Le indagini hanno anche mostrato come i pusher dovessero versare una quota per poter spacciare nelle piazze di spaccio ed in particolare in quella del rione Iacp di via Feudo a Maddaloni, attività svolta con l'avallo del clan Belforte egemone nella zona di Maddaloni.

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