Spaccio di droga: pusher torna a casa

Domiciliari per Bianco coinvolto nella maxi inchiesta su una banda di oltre 70 persone

Coinvolto in una maxi inchiesta sullo spaccio

Arresti domiciliari per Francesco Bianco, 31enne di Villa di Briano, accusato di far parte di un'organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti ed operativa nella zona di Santa Maria Capua Vetere e dintorni. A deciderlo è stato il gup Attena del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha accolto l'istanza del difensore di Bianco, l'avvocato Paolo Caterino, e concesso una misura cautelare meno afflittiva come quella della detenzione presso il proprio domicilio in sostituzione della reclusione in carcere. 

Bianco era rimasto coinvolto in un'inchiesta, svolta dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, che lo scorso mese di ottobre aveva portato a ben 72 arresti. L'indagine aveva permesso di disarticolare il sodalizio criminale, ritenuto l'erede del gruppo Fava di Santa Maria Capua Vetere, che aveva una vera e propria gerarchia tra capi, intermediari e spacciatori al dettaglio. E' emerso un linguaggio in codice utilizzato dai membri del gruppo di spacciatori per eludere indagini ed intercettazioni, come i termini "sfogliatelle" e "arance" per indicare lo stupefacente.

I luoghi individuati per le attività di spaccio “al minuto” erano le principali piazze del comune di Santa Maria Capua Vetere, l’area adiacente una chiesa nel comune di San Prisco, la villa comunale del comune di San Tammaro, lo spazio antistante una scuola del comune di Marigliano e diversi circoli ricreativi e sale giochi dell’area vesuviana.
 

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