Colpo ai narcos casertani: 12 condanne

Inflitti oltre 90 anni di carcere. In 10 vengono assolti dalle accuse

La banda dedita allo spaccio

Fiumi di droga dall'Albania, dall'Olanda e dalla Turchia per le piazze di spaccio del casertano e del napoletano. Questa l'accusa a vario titolo a carico di 22 persone ritenute parte di un'organizzazione criminale dedita al commercio transnazionale di stupefacenti, prevalentemente marijuana ed eroina. I giudici hanno pronunciato 12 condanne e 10 assoluzioni.

I giudici del tribunale di Napoli hanno inflitto 6 anni ed 8 mesi a Luan Cika, 38 anni albanese; 6 anni ed 8 mesi per Luigi De Bernardo, 40 anni di Mugnano; 6 anni e 8 mesi per Castrese De Sica, 59 anni di Casandrino; 6 anni per Olimpia Esposito, 32 anni di Casandrino; 6 anni a Maria Frascogna, 57 anni di Casandrino; 6 anni per Luisa Iannelli, 42 anni di Teverola; sei mesi per Assunta Luongo, 37 anni di Casandrino; 13 anni e 4 mesi per Giuseppe Massa, 49 anni di Casandrino; 6 anni ed 8 mesi per Massimiliano Raiano, 40 anni originario di Aversa e residente a Casandrino; 14 anni per Raffaele Saviano, 43 anni di Casandrino; 7 anni e 4 mesi per Giuseppe Sirignano, 42 anni originario di Maddaloni e residente ad Acerra; 13 anni e 4 mesi per Michele Villano, 41 anni di Lusciano. Assolti, invece, Luciano D'Ignazio, 40 anni di San Marcellino; Luciano Flagiello, 54 anni di Napoli; Franca Frascogna, 55 anni di Casandrino; Raffaella Frascogna, 30 anni di Casandrino; Luisa Mottola, 43 anni di Lusciano; Everton Ndreraj, 28 anni albanese; Emilio Sala, 47 anni di Frattamaggiore (difeso dall'avvocato Giovanni Cantelli); Pasquale Silvestre, 30 anni di Casandrino; Salvatore Vassallo, 49 anni di Napoli; Mariarosaria Zito, 29 anni di Acerra. Nel collegio difensivo sono stati impegnati, oltre a Cantelli, gli avvocati Vittorio Giaquinto, Carmela Maisto, Gabriele Piatto, Elisabetta Montano, Patrizio Della Volpe e Stefano Vaiano

L'inchiesta era nata in seguito ad un'indagine che nel 2016 aveva permesso di far luce su una rete di spaccio operante tra Marcianise, Portico di Caserta, Capodrise e Macerata Campania. Dalle successive indagini era poi emerso che nella zona tra Casandrino, Grumo Nevano, Melito ed Acerra era operante una rete collaudata di trafficanti che collaboravano stabilmente tra loro per importare l’eroina dall’estero.

Un vero e proprio cartello di grossisti che si accordavano per mettere insieme i capitali necessari a fare acquisti cumulativi per poi dividere le quantità da distribuire sul territorio per mezzo delle proprie squadre di spacciatori al dettaglio. Al servizio comune dell’organizzazione vi era anche una rete di intermediari e corrieri sempre pronti ad entrare in azione per la consegna della droga e per il suo materiale trasporto in Italia.

Al di là dei confini nazionali un’altra stabile consorteria criminale formata da soggetti albanesi che riforniva gli italiani di ogni tipo di stupefacente richiesto, ma soprattutto specializzata nell’eroina di tipo “Cobret”, molto richiesta nelle piazze di spaccio dell’hinterland napoletano. Un collaudato sistema di approvvigionamento che garantiva un flusso continuo di droga proveniente dalla Turchia e dall’Olanda, fatta entrare in Italia sempre attraverso l’Albania.

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