Spaccio del clan nelle palazzine: Belvedere torna libero

Il Riesame dispone l'obbligo di dimora fuori regione. Per il 31enne il pm ha chiesto 12 anni di carcere

E' accusato di spaccio di droga

Torna libero Pietro Belvedere, 31enne di Maddaloni, coinvolto nella maxi inchiesta sullo spaccio di droga nella palazzine popolari della cosiddetta "Cucciarella". 

La decima sezione del Riesame di Napoli ha accolto l'istanza dei difensori, gli avvocati Nello Sgambato e Danilo Di Rosa, e disposto la sostituzione della misura cautelare agli arresti domiciliari, alla quale Belvedere era sottoposto in provincia di Frosinone, con quella meno afflittiva del divieto di dimora in Campania. Sono stati i carabinieri a notificare la revoca dei domiciliari al 31enne provvedendo a disattivare anche il braccialetto elettronico.

L'inchiesta che lo ha coinvolto nell'aprile dello scorso anno aveva svelato l'esistenza di un sodalizio - guidato prima da Antonio Esposito e poi da Antonio Mastropietro - finalizzato allo spaccio di marijuana, cocaina ed hashish a Maddaloni. Le indagini hanno anche mostrato come i pusher dovessero versare una quota per poter spacciare nelle piazze di spaccio ed in particolare in quella del rione Iacp di via Feudo, attività svolta con l'avallo del clan Belforte egemone nella zona di Maddaloni.

Nel corso della sua requisitoria, nel processo che si sta celebrando con rito abbreviato, il pm Luigi Landolfi ha chiesto per Belvedere la condanna a 12 anni di carcere. 

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