Il pm: "Il sindaco sfiduciato per volere del capoclan"

Per la Dda Fortunato Zagaria era il referente politico di Capastorta: "Zara è una vittima"

L'ex sindaco Giovanni Zara sfiduciato per volere del boss Michele Zagaria

L'ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria mise in atto la volontà del boss dei Casalesi Michele Zagaria nel far cadere Giovanni Zara, sfiduciandolo politicamente con le dimissioni di 13 consiglieri comunali a soli 8 mesi dalle elezioni. Questo il senso delle parole del pubblico ministero della Dda Maurizio Giordano che ha invocato 10 anni per Fortunato Zagaria e 5 anni per il boss Capastorta

ZARA PERSONA OFFESA

Nel corso della sua lunga requisitoria, durata circa 4 ore, il pm dell'Antimafia partenopea ha ripercorso la vicenda delle minacce a Zara. "Fortunato Zagaria - ha detto Giordano - venne eletto nel 1998 e riconfermato nel 2003. Quando non  può ricandidarsi candida Giovanni Zara che venne eletto nel 2008 e fatto cadere a febbraio 2009 con le dimissioni di 13 consiglieri comunali. A giugno del 2009 Zagaria viene rieletto e resta in carica fino al suo arresto nel 2012". Il pubblico ministero ha parlato della genesi dell'indagine, partita proprio dalla denuncia di Zara, "persona perbene e scevra da ambienti criminali. E' una persona offesa tout court e le sue dichiarazioni devono essere valutate in tal senso". Per il pm Giordano, "Zara in un primo momento rende dichiarazioni che sembrano contratte, all'apparenza è quasi reticente. Forse ha paura".

"FARAI UNA BRUTTA FINE"

Nel suo racconto Zara fa riferimento ad alcuni episodi che "creano in lui dubbi sulla figura di Fortunato Zagaria, che era suo vicesindaco". In primis la partecipazione ad una manifestazione anticamorra come sindaco di Casapesenna a cui "Fortunato Zagaria gli consigliò di partecipare in posizione defilata". Poi l'installazione di un ripetitore Telecom "che avrebbe favorito le attività di intercettazione" ed anche una "bonifica della casa comunale". "Questi tre episodi - ha proseguito il pm - fanno drizzare le antenne a Zara". Ce ne furono anche altri come l'arrivo di una busta, in Comune, "di una busta contenente le fotografie di Antonio Iovine e Michele Zagaria, all'epoca latitanti". Infine dopo l'arresto di 3 latitanti del gruppo di fuoco di Giuseppe Setola, Zara dirama un comunicato stampa complimentandosi con le forze dell'ordine. "Il giorno dopo - ricostruisce il pm - Venne invitato da Fortunato Zagaria al campo sportivo. Qui avvenne la minaccia: 'se non ritiri quelle dichiarazioni farai la fine di Cangiano', un ex assessore di Casapesenna che venne gambizzato. Una minaccia che Fortunato Zagaria fece alla presenza di Luigi Amato (per cui è stata chiesta l'assoluzione nda) portando un messaggio per conto di Michele Zagaria".

I RAPPORTI TRA L'EX SINDACO ED IL BOSS

I rapporti tra Fortunato Zagaria ed il capoclan Michele Zagaria sono stati al centro delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia tra cui Massimiliano Caterino, Generoso Restina e Michele Barone, tutti e tre molto vicini al boss Capastorta. "Massimiliano Caterino - ha detto ancora il pm Giordano - Dice che il sindaco di Casapesenna era Michele Zagaria e di essersi attivato per Fortunato Zagaria per la campagna elettorale del 2013". Restina, per 4 anni vivandiere del boss che iniziò la collaborazione con la giustizia da libero, "dice di aver incontrato Fortunato Zagaria al cospetto del boss nella sua casa di via Colombo a Casapesenna". In quella circostanza "Fortunato Zagaria rassicurò Michele Zagaria sulla candidatura di un suo ragazzo (Zara nda)". Candidato sindaco che il boss avrebbe incontrato ma "Restina non partecipò a quell'incontro ma lo venne a sapere dallo stesso Zagaria". Michele Barone, invece, dice che "era Michele Zagaria a designare il sindaco di Casapesenna". 

LE INTERCETTAZIONI

Circostanze, quelle rivelate dai pentiti del gruppo Zagaria, che trovano riscontro in alcune intercettazioni tra cui una di Michele Fontana, detto lo sceriffo, che parla al suo interlocutore "dell'elezione del suo cavalluccio", ed un'altra di Michele Barone che parla del sostegno ad un candidato della lista di Fortunato Zagaria. Insomma, ad avviso della Procura, entrambe le conversazioni confermerebbero l'interesse del clan dei Casalesi sulle elezioni comunali di Casapesenna. 

LA ROTTURA TRA ZARA E ZAGARIA

Il pm ha poi smontato le tesi sostenute dallo stesso Fortunato Zagaria che ha raccontato, nel corso del suo esame, i motivi della rottura tra lui e Zara legati al comandante della polizia municipale (Zagaria voleva mandarlo via mentre Zara intendeva reintegrarlo). "Si tratta di circostanze che non sono dimostrate, anzi sono contraddette dalle azioni amministrative adottate da Zara", ha sottolineato il pm. 

LE DIMISSIONI PER VOLERE DEL CAPOCLAN

E veniamo alle dimissioni dei 13 consiglieri. "Zara chiese loro i motivi di quelle dimissioni e nessuno seppe dargli una risposta - ha spiegato il pm Giordano - Era evidente che Fortunato Zagaria dovesse porre in essere una volontà di Michele Zagaria" e far cadere il sindaco Zara. 

Il processo è stato rinviato per le discussioni degli avvocati a metà luglio mentre la sentenza è in programma a novembre. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Di FuriaGiuseppe StellatoPaolo Trofino Raffaele Mascia

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