Maxi inchiesta sul 'pezzotto', 25 indagati: una centrale anche a Caserta

Il sistema Xtream Codes oscurato dalla Finanza, i clienti rischiano il carcere e 25mila euro di multa

Sono due greci, ora indagati, gli ideatori della piattaforma Xtream Codes oscurata nel corso del blitz del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza contro la tv pirata. 

Complessivamente, come riporta l’AdnkKronos, gli indagati sono 25 e sono diverse le centrali collegate alla piattaforma Xtream Codes scoperte sia in Italia, ad esempio nelle zone di Roma, Taranto, Avellino, Caserta, Cosenza, Messina, Vicenza, Bari, Palermo ma anche all'estero.  

Il gruppo, che come emerso dall'inchiesta della procura di Napoli opera in Italia ma anche in Svizzera, Malta, Olanda e Francia, aveva una rilevante base operativa a Napoli. Sono proprio di Napoli due degli indagati, considerati rispettivamente capo del sodalizio e organizzatore: nel corso di una perquisizione nel capoluogo campano sono stati trovati decoder, materiale informatico e tessere. 

Come sottolinea il gip di Napoli Fabio Provvisier nel decreto di sequestro preventivo di carte, conti e risorse web, Napoli è il "luogo nel quale può riscontrarsi la operatività della struttura associativa" ossia la "base dove si svolgono programmazione, ideazione, direzione delle attività criminose che fanno capo al sodalizio". 

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L’organizzazione ha consentito a circa 5 milioni di italiane di poter visionare, dietro il pagamento di soli 15 euro al mese, di tutti i canali di Sky, Mediaset Premium (finché è stata attiva), di Dazn e di Netflix. Al momento dell’oscuramento del portale erano circa 700mila gli utenti connessi. Secondo il colonnello della Finanza Giovanni Reccia questi clienti rischiano ora il carcere e una sanzione fino a 25mila euro.

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