Sequestrata tutta la rete fognaria: "Scarichi in mare da 8 anni"

L’inchiesta della Procura, indagati l’ex sindaco e gli amministratori della Volturno Multiutility

Il sequestro da parte di Carabinieri Forestali e Guardia Costiera

Il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato il sequestro dell’impianto di depurazione di Castel Volturno, situato in via Tronto a Destra Volturno, oltre che delle 13 stazioni di sollevamento e dell’intera rete fognaria del Comune. Il provvedimento di sequestro era stato emesso in via d’urgenza il 2 luglio dalla Procura, venendo eseguito il 5 luglio dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Castel Volturno unitamente al personale della Guardia Costiera.

Il ruolo di Comune e Volturno Multiutility

Rete fognaria e impianto di depurazione dall’11 giugno 2014 e fino al 10 giugno 2019 risultano di proprietà del Comune, nella persona del sindaco, mentre la Volturno Multiutility è la società gerente del servizio idrico integrato del Comune, oltre ad essere incaricata della manutenzione ordinaria e straordinaria in relazione all’intera rete fognaria e delle 13 stazioni di sollevamento delle acque reflue urbane e meteoriche asservite alla rete fognaria ed idrica del Comune, ed infine del depuratore. In particolare l’impianto di depurazione, in possesso di autorizzazione per lo scarico rilasciata dal Comune di Castel Volturno il 22 dicembre 2014, ha recapito finale nel fiume Volturno ed è costituito dal depuratore del tipo biologico a fanghi attivi, con disinfezione finale mediante ipoclorito di sodio.

Le carenze di fogne e impianto di depurazione

Le prime ispezioni tecniche, secondo la Procura, hanno consentito di constatare gravi carenze strutturali e manutentive tanto dell’impianto di depurazione quanto della rete fognaria di Castel Volturno, tant’è che già da un primo impatto visivo l’impianto appariva in una condizione più che disastrata con la maggior parte delle sezioni ed apparecchiature fuori uso ed in un apparente stato di degrado cui si aggiunge l’ulteriore criticità degli svernamenti abusivi dei reflui in ingresso sui quali il depuratore non esplica alcun effetto depurativo, scaricandoli tal quali prima nel fiume Volturno e successivamente in mare.

Il depuratore costruito in zona a vincolo paesaggistico

Le indagini hanno consentito inoltre di verificare che il depuratore era stato edificato in zona soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale e che il Comune di Castel Volturno, salvo il contratto di servizio, aveva affidato tutta la gestione della rete fognaria e del depuratore alla società Volturno Multiutility, onerata dei seguenti compiti: gestione ed esercizio del servizio di distribuzione pubblica dell’acqua potabile, di raccolta e smaltimento dei reflui urbani, di manutenzione degli impianti di sollevamento, con devoluzione anche delle opere straordinarie, dei lavori di rinnovo, ricostruzione e ripristino, nei limiti della copertura finanziaria e fatta salva una sorta di procedura di rivalsa sul Comune.

I reflui scaricati in mare da 8 anni

L’attività investigativa, associata dalla consulenza tecnica da parte del perito nominato dalla Procura, ha evidenziato “rilevanti omissioni da parte degli amministratori legali della Volturno Multiutility, nonché il continuo e negligente omesso controllo da parte dell’allora sindaco di Castel Volturno. L’evenienza è che almeno da 8 anni - come evidenziato dal consulente della Procura - i reflui del Comune di Castel Volturno tal quale scarichino nel fiume ed in mare senza alcun trattamento di depurazione, porta a ritenere che vi sia una alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale la cui eliminazione risulta ormai particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali per una spesa monetaria che, stando al progetto presentato anni fa dalla Volturno Multiutility, potrebbe ammontare ad almeno 8 milioni di euro”.

Sindaco e amministratori indagati

Le indagini hanno inoltre consenti di verificare che la condotta dei pubblici amministratori e dell’azienda che gestisce la manutenzione degli impianti di sollevamento è sicuramente abusiva, poiché in violazione della normativa statale in tema di disciplina delle reti fognarie, di autorizzazione e controllo degli scarichi, nonché in violazione della disciplina comunitaria in tema di principio di precauzione e tutela dell’ambiente. La Procura ha quindi iscritto nel registro degli indagati l’ex sindaco di Castel Volturno quale proprietario della rete fognaria e dell’impianto di depurazione, oltre a P.G., S.R. e M.A., quali rappresentati della Volturno Multiutility, per plurime condotte antigiuridiche in materia di salvaguardia ambientale e gestione non conforme del ciclo dei rifiuti, contestando anche l’ipotesi di disastro ambienta, a titolo di colpa, e di gestione illecita dei rifiuti.

La Procura ha inoltre designato quale custode giudiziario di quanto sottoposto a sequstro l’attuale legale rappresentate/liquidatore della Volturno Multiutility.

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