Quattro pentiti accusano il 'professore': nel mirino le case comprate dai figli

Secondo gli inquirenti non c'erano le basi economiche per le operazioni

La villetta di Castel Volturno

Sono quattro i pentiti che hanno accusato il ‘professore’ di Marcianise Raffaele Bellopede, contro il quale è stato emesso un decreto di sequestro in seguito alle indagini per la sua vicinanza al clan Belforte. Ad accusarlo sono stati Antonio Gerardi, Giacomo Nocera, Michele Froncillo e Domenico Cuccaro e grazie alle loro dichiarazioni Bellopede è stato condannato ad una pena di 8 anni e sei mesi (già scontata).

IL SEQUESTRO AL "PROFESSORE"

Successivamente l’attenzione si è spostata sui beni dell’indagato che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati acquistati grazie ai soldi ricavati dalla sua “collaborazione” con l’organizzazione criminale che, stando a quanto raccontato dai pentiti, puntava su di lui anche per gli “stretti rapporti” che aveva con gli imprenditori ed anche con la politica.

Il questore di Caserta Antonio Borrelli nel firmare la richiesta applicazione della misura patrimoniale, aveva chiesto il sequestro anche di altre case, automobili e conti correnti ma il tribunale ha puntato l’attenzione solo sulle villette di Castel Volturno che erano state acquistate dai figli di Bellopede in un momento in cui la loro situazione patrimoniale, stando alle indagini effettuate, non avrebbero permesso loro quell’investimento.

Ragionamento simile anche per il fabbricato di via Perosi a Marcianise che è stato donato (per metà) da Bellopede alla figlia ed al genero perché, risultano “acquisti immobiliari in un breve arco temporale a fronte di redditi non particolarmente elevati”.

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