Raccolta rifiuti, nuova interdittiva antimafia alla Senesi

Il provvedimento della Prefettura dopo l'arresto di Briganti

L'amministratore delegato della Senesi spa Rodolfo Briganti

Piove sul bagnato per la Senesi spa, la società di igiene ambientale che si occupa della raccolta rifiuti ad Aversa, Castel Volturno, Casal di Principe e Mondragone. Dopo l’arresto del suo amministratore delegato, Rodolfo Briganti, nell’ambito di una inchiesta della Procura di Catania su rapporti tra mafia e business dei rifiuti, è arrivata dalla Prefettura di Fermo una nuova interdittiva antimafia. Le accuse ai vertici dell’azienda fanno temere “il fondato pericolo che l’attività di impresa possa agevolare le attività criminose o esserne in qualche modo condizionata”.

Una situazione non nuova: già nel 2015 la Senesi e Briganti finirono al centro di indagini, tanto da ricevere una prima interdittiva emessa sempre dalla Prefettura di Fermo. Ora ne arriva una seconda per l’inchiesta siciliana, in cui si evidenziano i legami tra la criminalità organizzata, funzionari pubblici e imprese operanti nel settore della raccolta di rifiuti. Coinvolti infatti vi sono elementi di spicco dei clan Cappello e Laudani di Catania, oltre a funzionari del Comune di Trecastagni, responsabili dei procedimenti per l’affidamento dei servizi di raccolta rifiuti.

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