Parla Schiavone, il procuratore: "Condannate tutti"

Il figlio di Sandokan ascoltato nel processo d'Appello prima della requisitoria del procuratore generale

Chiesta la condanna per l'ex senatore Barbato

E' stato ascoltato quest'oggi il collaboratore di giustizia Nicola Schiavone, figlio di Sandokan, nel processo d'Appello dell'inchiesta 'Medea', che vede imputate quattro persone. Schiavone ha confermato quanto già messo a verbale nei confronti dell'imprenditore Pino Fontana, definendolo collegato al capoclan Michele Zagaria pur non avendolo mai conosciuto di persona.

Successivamente ha preso la parola il procuratore generale che ha chiesto la conferma delle condanne comminate in primo grado dal tribunale: Pino Fontana a  13 anni e 6 mesi di carcere; l’ex senatore Udeur Tommaso Barbato a 7 anni; Alessandro Cervizzi, carabiniere che era in servizio al comando provinciale di via Laviano a Caserta, a 4 anni e mezzo; Carmine Lauritano di Marcianise a 2 anni.

L’inchiesta ‘Medea’ è relativa agli appalti ottenuti da imprenditori ritenuti vicini al clan dei Casalesi da Enti pubblici scoppiata nell’estate 2015 e che ha coinvolto anche diversi esponenti politici casertani (tra cui l’ex sindaco Pio Del Gaudio ed il parlamentare Carlo Sarro, ma entrambe le posizioni furono archiviate dopo pochi mesi).

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