I giudici scarcerano la moglie del boss. "La 'Spazzacorrotti' non applicabile"

La Corte d'Appello accoglie l'istanza dell'avvocato difensore. La pena era diventata definitiva prima dell'entrata in vigore della nuova legge voluta dai 5 Stelle

Il boss Felice Napolitano

La moglie del boss che era finita in carcere dopo l’entrata in vigore della ‘Spazzacorrotti’ (la legge voluta dal Movimento 5 Stelle) viene scarcerata su ordine della Seconda Sezione Penale della Corte d’Appello di Napoli. I giudici Maria Grassi (presidente), Andrea Rovida e Barbara Modesta Grasso (consiglieri) hanno infatti accolto l’istanza che era stata presentata dall’avvocato Franco Liguori per conto di Giuseppina De Crescenzo, 52 anni, moglie del boss del clan Belforte Felice Napolitano.

La donna era finita in carcere lo scorso 19 gennaio in seguito ad un ordine di esecuzione per scontare il residuo di pena di 2 anni, 5 mesi e 27 giorni per corruzione dopo l’entrata in vigore della ‘Spazzacorrotti’ che prevede l’eliminazione della sospensione della pena quando la stessa è sotto il limite previsto perla detenzione. Una legge che, però, nel caso di specie, è stata applicata in maniera retroattiva, visto che la sentenza per la De Crescenzo era diventata definitiva nel 2018, prima dell’entrata in vigore della nuova legge (gennaio 2019). 

E proprio su questo punto ha centrato la propria istanza l’avvocato Liguori che è riuscito ad ottenere l’immediata scarcerazione della donna. “La regola ‘tempu regit acuta’ va interpretata secondo ragionevolezza e nel rispetto dei superiori principi di rango costituzionale in tema di certezza del diritto ed inviolabilità del diritto di difesa, in materia di libertà personale, molteplici le decisioni della Corte di legittimità, in tal senso” scrivono i giudici della Corte d’Appello di Napoli nelle motivazioni, sottolineando come “la modifica normativa introdotta con la legge 9 gennaio 2019 numero 3, per scelte di politica criminale, ha inserito un’ulteriore eccezione alla regola della sospensione, dell’ordine di esecuzione antica dall’articolo 656 comma 5 del codice di procedura penale, tuttavia a questa Corte appare irragionevole una applicazione retroattiva della stessa”.

Ed aggiungono: “Una lettura costituzionalmente orientata nel senso della irretroattività della norma, nel caso di precedente emissione di un ordine di carcerazione sospeso, si impone, ad avviso dell’autorità giudiziaria scrivente, altresì per allineare la novella legislativa al principio del giusto processo e, a morte, allo stesso principio di certezza del diritto, dai ci è proiezione il principio di affidamento, quale limite apposto alla libertà del legislatore di agire retroattivamente, nonché per il concreto rispetto del diritto di difesa. Non può, invero, tacersi che adeguate e ponderate strategie difensive, anche in ordine all’acceso a riti premiali per il contenimento della pena, si rilevino ‘ex post’ - in forza dell’intervenuta modifica legislativa -certamente non prevedibile, del tutto inappagati, a detrimento dei condannati”.  Per questo motivo i giudici napoletani hanno disposto l’immediata scarcerazione di Giuseppina De Crescenzo.

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