Rissa a sfondo razziale: i poster di Gomorra nelle stanzette dei bulli

Indagini in corso per risalire ad una terza persona. L'aggressione in piazza tra decine di ragazzini

Il pestaggio in piazza Umberto I

Striscioni inneggianti a Gomorra. Si sentivano come dei boss i due bulli denunciati ieri sera dalla polizia municipale e dai carabinieri di Marcianise e protagonisti di una violenta rissa, a sfondo razziale, avvenuta in piazza Umberto I sabato scorso. 

Era il 22 febbraio quando i due balordi vennero fermati per la prima volta dopo aver seminato il panico per le strade della città esplodendo diversi colpi da una pistola ed un fucile a pallini sui passanti. In quella circostanza, nel corso delle perquisizioni presso le abitazioni dei due, vennero rinvenute le armi e non solo. Affissi alle pareti c'erano striscioni e poster dal contenuto inquietante con i personaggi di Gomorra presi a modello. 

E proprio quei comportamenti da "guappi" li hanno spinti ad aggredire un gruppo di giovani, picchiati solo perché di nazionalità albanese. Un aggressione a sfondo razziale che suscita preoccupazione ed indignazione anche, e soprattutto, per la giovane età dei protagonisti. Le indagini avviate immediatamente dalla polizia municipale, guidata dal comandante Alberto Negro, e dai carabinieri avevano permesso di fermare due persone. Successivamente dalla visione delle registrazioni delle telecamere della videosorveglianza cittadina i due ragazzi, già noti alle forze dell'ordine, si è riusciti a risalire ad altri due giovani che, secondo quanto accertato, avrebbero dato vita al pestaggio spinti da odio razziale, solo perché "non possono vedere gli albanesi". 

Così le forze dell'ordine li hanno attesi, al varco di piazza Umberto I. Puntuali, poco prima di mezzanotte, i due ragazzi sono giunti in piazza dove sono stati bloccari e condotti al comando della municipale dove, al termine delle formalità di rito, sono stati denunciati per rissa. Sono in corso ulteriori indagini per risalire ad una terza persona che è entrata in azione con loro. 

L'operazione delle forze di polizia è da considerarsi un successo anche per i suoi risvolti sociali. Dopo la lite, che vide coinvolti diversi minorenni tra il fuggi fuggi generale, molti genitori erano preoccupati per l'incolumità dei propri figli tra le strade della città. Il risultato investigativo, dunque, restituisce a quei giovani la spensieratezza negata, sia pure per pochi istanti, da un manipolo di balordi. 


 

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