La rissa durante la movida poi il tentato omicidio: al via il processo per 2

Alla sbarra Peppe la Tigre e suo figlio. In aula i testimoni raccontano la lite in centro

Giuseppe Rinaldi

Si comincia da testimoni di contorno, da quanti hanno assistito all'aggressione in pieno centro a Caserta da cui è poi scaturito il tentato omicidio di un 17enne di Marcianise. Inizia così il processo a carico di Giuseppe Rinaldi, 45 anni parcheggiatore abusivo casertano meglio noto come "Peppe la Tigre", e di suo figlio Gianfranco accusati di aver tentato di uccidere B.F.J., minorenne marcianisano.

I testimoni sentiti oggi in aula hanno contestualizzato l'episodio nato da una lite fra ragazzi nei fine settimana della movida di Caserta. Gianfranco Rinaldi aggredì a piazza Margherita un giovane di Caivano provocandogli una copiosa perdita di sangue dal naso. Ne nacque una lite con altri giovanissimi, tra cui il 17enne di Marcianise che colpì Rinaldi con una bottiglia prima di scappare a bordo di un Beverly 250.

Gianfranco Rinaldi chiamò suo padre Giuseppe, difeso dall'avvocato Nello Sgambato. I due inseguirono il giovane in scooter, che si è costituito parte civile con l'avvocato Nicola Musone, fino a raggiungerlo nella zona di via Retella a Capodrise dove lo speronarono con l'auto facendolo cadere a terra. Il processo riprenderà la prossima settimana quando in aula la vittima racconterà quanto accaduto. 

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