Rifiuti e camorra: in 7 rischiano il processo

Fissata l'udienza preliminare per intestazione fittizia di beni ed estorsioni del clan dei Casalesi

Il collaboratore Benito Natale e Sergio Orsi

Rinvio a giudizio per intestazione fittizia di beni ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sono questi i motivi per cui il pm Alessandro D'Alessio ha chiesto ed ottenuto la fissazione dell'udienza preliminare a carico di 7 persone, coinvolte nell'inchiesta su rifiuti e clan dei casalesi.

Per intestazione fittizia di beni sono indagati Sergio Orsi, fratello di Michele Orsi ucciso dal gruppo di fuoco di Giuseppe Setola, suo figlio Adolfo Orsi, Enzo Papa, ex poliziotto di Grazzanise e Antonio Mone, di Alife. Per estorsione rischiano il processo Benito Natale, collaboratore di giustizia di Grazzanise, il ras dei casalesi Francesco Salzano e Ugo di Puorto, di San Cipriano d'Aversa. L'udienza preliminare avrà luogo a Napoli il prossimo mese di gennaio.

L’indagine, sfociata in arresti lo scorso mese di agosto, ha consentito, tra l’altro, di accertare come il titolare ed il legale rappresentante di una società del settore della gestione dei rifiuti della provincia di Caserta, già condannati per associazione di tipo mafioso, ne abbiano, negli anni 2010 e 2011, fittiziamente ceduto una parte ad una seconda società intestata a prestanome, al solo fine di evitare la sottoposizione a misura patrimoniale.

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