Medici assenteisti, cade l'associazione a delinquere ma resta la truffa

La decisione del Riesame sui furbetti del cartellino del San Rocco

L'ospedale San Rocco di Sessa Aurunca

Dal Riesame arrivano indicazioni chiare per i medici assenteisti dell'ospedale San Rocco di Sessa Aurunca. La 12esima sezione del Tribunale della Libertà, infatti, ha confermato l'inesistenza dell'associazione a delinquere, di cui avrebbero fatto parte 6 persone, finalizzata alla truffa. Raggiro che, però, ci sarebbe comunque stato con medici, infermieri e personale amministrativo che avrebbero abbandonato il posto di lavoro arbitrariamente percependo ugualmente i soldi per ore, di fatto, non svolte. E che si tratti di ore di aggiornamento professionale, quindi senza la sospensione delle prestazioni assistenziali, poco importa. 

Nella giornata di ieri si è svolta la seconda tranche dei riesami. I giudici hanno annullato il primo capo della rubrica accusatoria, quello relativo alla presunta associazione a delinquere appunto, per Nives De Francesco, Rocco Leone, Anna Maria Sorrentino e Ferdinando Pasquariello. Stessa sorte che era toccata anche a Francesca Macrì. I giudici, però, hanno confermato nel resto l'ordinanza spiccata dal gip Dello Stritto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e quindi anche la misura dell'obbligo di firma, all'entrata ed all'uscita dall'ospedale o, comunque, due volte al giorno per tutti gli indagati colpiti dalla misura restrittiva. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Gennaro Iannotti, Carlo De Stavola, Imperato, Gianluca Di Matteo, Camillo Irace ed Angelo Librace.

L'indagine - iniziata nel febbraio 2017 e conclusa nel mese di giugno dello stesso anno - è stata condotta mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, suffragati da costante attività d'intercettazione telefonica delle utenze utilizzate dai soggetti indagati, dall'analisi di tabulati di traffico telefonico con rilevamento delle relative posizioni delle utenze e attraverso numerosissime riprese video, eseguite con le telecamere installate nei pressi di tutti gli orologi marcatempo presenti nell'ospedale, nonché nei pressi di un'uscita secondaria posta sul retro del nosocomio, accesso da cui molti degli indagati riuscivano ad allontanatasi arbitrariamente durante l'orario di lavoro.

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