Fratelli carrozzieri condannati per riciclaggio di un'auto rubata

Hanno sostituito la targa della vettura con quella di un'altra destinata allo scasso

La scoperta dei carabinieri

Condanna definitiva per due fratelli carrozzieri di San Cipriano d'Aversa accusati di riciclaggio di un'auto rubata. La Corte di Cassazione ha giudicato inammissibili i ricorsi presentati dai due imputati confermando la sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d'Appello.

Secondo quanto ricostruito nella sentenza nel settembre del 2007 i carabinieri avevano rinvenuto presso un'officina di autodemolizioni una Fiat Piunto risultata rubata a Gaeta. I due fratelli avrebbero sostituito la targa del veicolo rubato con quella di un altro, incidentato, portato dallo sfasciacarrozze.

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Per i giudici tale condotta ha portato alla configurazione del reato di riciclaggio e non di ricettazione in quanto "lo scambio di pezzi tra i due autoveicoli sia avvenuto ad opera degli stessi che avevano le competenze e disponevano delle attrezzature necessarie, non essendo di fatto emersa alcuna seria e diversa ricostruzione alternativa della vicenda", con la conseguenza della mancata prescrizione dei reati contestati.

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