"Ritorsioni contro i lavoratori". Scoppia di nuovo la guerra Felicori-sindacati

Durissimo documento sottoscritto da 6 sigle: "Stop alle relazioni col manager"

Mauro Felicori

Torna in auge la guerra tra il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori ed i sindacati. Nel documento stilato dopo l’assemblea della scorsa settimana, emerge un quadro tutt’altro che “tranquillo” nei rapporti tra manager e rappresentanti dei dipendenti. Il verbale, sottoscritto da Oliva della Cgil, Dona della Uilpa, Vallone della Unsa, Sgambato della Flp, Egizio di Confintesa e Guerra della Usb (di fatto il verbale non è stato sottoscritto solo dalla Cisl), è un atto d’accusa grave nei confronti del manager che, a loro detta, ha manifestato una “chiara indisponibilità al confronto, dovuto, sulla rivisitazione del modello organizzativo, ormai inadeguato e superato rispetto alle mutate esigenze della Reggia e delle professionalità in essa operanti”.

Le accuse al manager

Al punto che la maggioranza delle organizzazioni sindacali “hanno interrotto le relazioni e chiesto lo spostamento della trattativa a livello superiore” visto che “i recenti provvedimenti adottati dal dirigente, in modo unilaterale, hanno sovvertito il frutto di pregressi accordi sindacali, mettendo fortemente a rischio la funzionalità dell’istituto”. Nel verbale di assemblea si chiede di “costruire un'organizzazione del lavoro che definisca, in modo trasparente, i ruoli e le responsabilità di tutti gli attori, individuando con precisione la filiera dell'organigramma, attraverso l'esplicitazione di una “catena di responsabilità”. Ed ancora la “rotazione di tutti gli incarichi che comportano la gestione del personale, permettendo così a tutti, per le proprie competenze e mansioni, di poter dimostrare il proprio impegno e professionalità, evitando così di favorire processi di consolidamenti clientelari o peggio "rendite di posizione”.

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Dipendenti 'puniti'

C’è poi la proposta di “attuare un'ordinata e corretta gestione dei recuperi, attraverso la programmazione concordata degli "smaltimenti" col contestuale azzeramento di “tutti gli ordini di servizio emessi dall’Amministrazione che, hanno modificato, unilateralmente, l'organizzazione attuale, creando grave pregiudizio alla corretta gestione del personale”. Infine si chiede di “arginare quelle numerose azioni, mirate a colpire o sanzionare alcuni lavoratori, manifestazioni palesi di ritorsioni avverso rivendicazioni di legittime aspettative contrattuali”. L’ultimo passaggio è infine dedicato all’attivazione “delle autorità preposte in merito alla Sicurezza, salubrità e salute dei luoghi di lavoro”.

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