Rapinatore ucciso, un amico "incastra" i complici

Contattato da uno dei presunti killer si presentò sul luogo del delitto. Le immagini di una telecamera finiscono nel fascicolo dei giudici

La rapina in via Campanello a Teverola

Venne contattato da un amico e si recò sul luogo dove era avvenuta la rapina, in via Campanello a Teverola. Una mossa incauta che portò a stringere il cerchio su Clemente Cipresso, di Aversa, e sul bulgaro Ivanov Hristov, entrambi sotto processo per l'omicidio di Aurel Xhili, di 22 anni, ed il tentato omicidio di un giovane di Casapesenna, ferito ad una gamba nel corso di una rapina.

Nel corso dell'ultima udienza quella persona che ha fornito uno spunto investigativo è stata ascoltata in aula dinanzi ai giudici della Corte d'Assise di Napoli. Il testimone ha riferito di essere stato contattato da Cipresso dopo la rapina ed il giorno dopo si recò sul posto dopo aver appreso la notizia del cadavere di Xhili trovato proprio in quella zona. La sua presenza venne notata dai carabinieri che lo fermarono. L'uomo, che ovviamente non c'entrava nulla con quanto accaduto, rivelò agli inquirenti il motivo della sua presenza lì ed il "mandante". Di lì le indagini si concentrarono su Cipresso e da lui si estesero a Hristov. 
A testimonianza dei contatti tra Cipresso ed il testimone c'è anche uno scambio di messaggi sul telefonino che è finito nel fascicolo dei giudici. 

Non solo. Nel corso dell'ultima udienza è stato ascoltato anche un perito della Procura che ha estrapolato alcune immagini da una telecamera di sorveglianza che punta proprio sul campo dove venne trovato il 22enne. Purtroppo le immagini non sono chiare, si vede solo un'ombra recarsi verso il campo e nulla di più. Il processo è stato rinviato all'inizio di luglio.

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I fatti di cui al processo si sono verificati nel gennaio dell'anno scorso quando due giovani fidanzati di Casapesenna si erano appartati in via Campanello a Teverola quando vennero aggrediti da una banda composta da 3 persone. I due ragazzi vennero minacciati con un coltello ed una pistola. Il giovane reagì e cominciò una colluttazione con Xhili. Partirono dei colpi di pistola. Uno attinse la vittima della rapina, costituitasi parte civile con l'avvocato Guido Diana, e l'altro centrò il rapinatore 22enne che morì.
 

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