Rapina in villa, estradato l'ultimo membro della banda con radici casertane

La basista era la colf della coppia. Riuscirono a portare via 60mila euro

E’ stato estradato dall’Albania uno dei ricercati accusati di aver fatto parte di una banda, con radici in provincia di Caserta, che nel maggio 2019 aveva messo a segno una violenta rapina Fiano Romano. Sono stati i carabinieri della stazione di Fiano Romano, supportati dalla polizia di frontiera e dal servizio cooperazione internazionale Interpol, ad ammanettare, a seguito di estradizione presso l’aeroporto di Fiumicino e in esecuzione ordinanza cautelare applicativa di custodia in carcere emessa dal Tribunale di Rieti, un 39enne albanese, quale ultimo ricercato rintracciato all’estero e tratto in arresto come membro della banda che il 4 maggio 2019 aveva consumato la rapina in danno di una coppia all’interno di una villa di via San Lorenzo di Fiano Romano. 

Colpo da 60mila euro

Quella sera tre individui con volto travisato, armati rispettivamente con una pistola, un’ascia e un cacciavite bloccarono il proprietario e sotto la minaccia delle armi lo portarono all’interno, dove, alla presenza della moglie, asportavano, smurandola, una cassaforte oltre a preziosi per un valore di oltre 60.000 euro, per poi allontanarsi a piedi. Nella stessa serata, i tre si erano impossessati di una autovettura, poi abbandonata sull’autostrada A1, altezza di Guidonia Montecelio – direzione sud. 

Intercettati in autostrada

Nella mattinata del 5 maggio 2019, la Polstrada intercettò un’Audi A3, sull’A1 altezza casello Caianello, carreggiata sud, dove gli occupanti erano riusciti a darsi alla fuga. Nella circostanza, uno dei fuggitivi si era liberato del borsello, al cui interno era custodita una pistola Beretta con due caricatori, oltre a diversi monili in oro, mentre all’interno dell’autovettura veniva trovato un grosso cacciavite.  I monili, riconosciuti come propri dalle vittime, venivano restituiti ai legittimi proprietari. L’attività di indagine si concentrava sulla 49enne albanese, che da alcuni mesi esercitava la mansione di colf presso l’abitazione delle vittime e sul convivente nipote 38enne, gravato da precedenti per reati contro il patrimonio: si accertava così che l’uomo aveva in passato domiciliato nella provincia di Caserta, dove aveva avuto contatti con altri due connazionali, entrambi con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

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La basista era la colf

Le risultanze delle indagini, corroborate da un determinante supporto investigativo fornito dal Nucleo Operativo della Compagnia di Sessa Aurunca condivise dall’Autorità Giudiziaria, permettevano dunque di accertare che i tre giovani albanesi avevano commesso la rapina a Fiano, con l’apporto decisivo della donna connazionale colf della famiglia delle vittime, che ha svolto il ruolo di “basista”. Alla fine del mese di agosto 2019 furono eseguite le misure cautelari emesse dal Tribunale di Rieti: due dei 3 uomini (tra cui l’odierno arrestato), che dopo la rapina hanno fatto rientro in Albania, sono stati rintracciati e fermati nel loro paese da personale Interpol, previa richiesta della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma, che ha internazionalizzato la misura cautelare emessa dall’A.G. di Rieti, mentre la donna già all’epoca è stata posta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Fiano Romano. Il soggetto catturato ed estradato in Italia è il terzo componente della banda. L’uomo, espletate formalità di rito è stato tradotto presso casa circondariale di Rieti a disposizione di quella autorità giudiziaria.

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