Rapina e spari in gioielleria, il complice confessa in aula altri tre raid

Biccardi ascoltato in tribunale ammette altri tre colpi messi a segno con D'Addio

D'addio e la gioielleria Merolillo

Non solo la rapina alla gioielleria Merolillo di Pastorano durante la quale il titolare dell'attività commerciale venne sparato. La coppia formata da Vincenzo D'Addio e Francesco Biccardi aveva commesso altri raid ai danni di altri esercizi.

E' quanto ha ammesso lo stesso Biccardi, già condannato in primo grado con rito abbreviato a 7 anni e 10 mesi di reclusione, nel corso del processo a carico del complice D'Addio che si è celebrato stamattina dinanzi al collegio - presieduto dal giudice Rugarli con Pacelli e Riccio a latere - del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nel corso della sua escussione Biccardi, assistito dal proprio legale Carlo Madonna, ha ammesso la rapina commessa ai danni della gioielleria Merolillo di Pastorano nell'ottobre 2016. I due arrivarono a bordo di una motocicletta bianca al negozio e con la minaccia dell'arma intimarono al titolare di consegnargli i preziosi. Poi nella fuga venne esploso un colpo che ferì gravemente il commerciante.

Biccardi ha anche ammesso altre rapine commesse dai due. In particolare quelle al supermercato Brio di Maddaloni ed ai danni di una farmacia e di una profumeria di Santa Maria a Vico. Il processo è stato dunque rinviato.

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