Rapina al distributore con il coltellaccio da macellaio, 2 condanne

La Cassazione ha respinto il ricorso di D'Aniello e Zara. Uno dei banditi incastrato da una felpa

La rapina in un distributore di benzina

Hanno rinunciato ai motivi d'appello e concordato la pena in secondo grado ottenendo uno "sconto". Ma la pena inflitta, a loro avviso, era troppo alta al punto che si sono rivolti alla Corte di Cassazione per vedersi riconoscere una riduzione. Ma per la Suprema Corte il ricorso di Paolo D'Aniello e Salvatore Zara, entrambi di Casal di Principe accusati di rapina ad un distributore di benzina, è da rigettare.

Gli ermellini hanno dunque confermato la sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello di Napoli lo scorso 19 dicembre con la quale i due rapinatori erano stati condannati alla pena di 3 anni.

L'episodio di cui al processo si è verificato nel marzo 2017 quando i due, a bordo di una Fiat Panda, erano giunti presso un distributore di carburante sulla Trentola-Ischitella. Con i volti travisati ed armati di un grosso coltello da macellaio avevano intimato al titolare di consegnargli l'incasso, circa 300 euro. Poi erano fuggiti.

Dalle telecamere di videosorveglianza gli agenti di polizia avevano notato come uno dei due rapinatori indossasse una felpa con la scritta "BOY". Dalla targa dell'auto gli agenti, attraverso il Gps della scatola nera, avevano individuato i due rapinatori.

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