Assalto al distributore in autostrada: 3 banditi tornano a casa

Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari dopo la rapina nell'area di servizio

Le registrazioni della rapina

Sono tornati a casa i tre giovani di Capodrise, Portico di Caserta e Marcianise accusati di aver commesso una rapina ai danni dell'area di servizio, sull'autostrada all'altezza di San Nicola la Strada, Sarni Oil. 

Il giudice Dello Stritto del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, pur convalidando l'arresto degli agenti del commissariato di Marcianise, ha disposto gli arresti domiciliari per L. M., 21 anni di Capodrise; D. G. M., 19 anni di Portico di Caserta, e R. A. 19 anni di Marcianise. Il magistrato ha accolto le richieste degli avvocati difensori, Nello Sgambato e Gaetano D'Orso, e disposto la detenzione presso le proprie abitazioni per i 3 giovanissimi rapinatori. Il pubblico ministero, in sede di udienza di convalida, aveva chiesto il carcere.

Il raid si è verificato nella notte tra martedì e mercoledì quando il benzinaio in servizio notturno aveva notato almeno tre individui, travisati da passamontagna di colore grigio, nascosti dietro un cassonetto dei rifiuti e, temendo una rapina, si era rifugiato all’interno del bar, allertando il Centro Operativo Autostradale di Napoli che inviava una pattuglia ed informava contemporaneamente gli uffici territoriali di polizia, fra i quali appunto il Commissariato di Marcianise. 

L’equipaggio della Volante, sulla scorta delle prime sommarie indicazioni, indirizzava le ricerche nella zona fra i comuni di San Nicola la Strada, Capodrise e Recale, dove sono presenti alcuni passaggi che consentono di raggiungere furtivamente a piedi la suddetta area di servizio. 

E proprio in via Galvai a Recale, i poliziotti notavano una vettura sospetta con 5 persone a bordo, a cui veniva immediatamente intimato l’alt. Il controllo degli occupanti, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio, induceva i poliziotti ad effettuare una perquisizione all’automezzo che consentiva di rinvenire un passamontagna e due paia di guanti. 

Inoltre, la visione delle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza del distributore, inviate dal personale della Polizia Stradale giunto nel frattempo sul posto, permetteva di rilevare che i tre assalitori calzavano passamontagna della stessa particolare foggia di quello rinvenuto sull’auto dei sospetti, cioè ricavato tagliando le “gambe” di una tuta felpata di colore grigio. Poi, ripercorrendo l’itinerario che l’auto sospetta aveva verosimilmente seguito, i poliziotti operanti, fra i cespugli, rinvenivano 2 coltelli da cucina, una pistola, poi risultata una credibile replica di una semiautomatica Beretta del tipo in uso alle forze di polizia, un secondo passamontagna ed una felpa, dello stesso colore e tipo 2 indossato da uno dei rapinatori ripreso dalle telecamere. 

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Ormai gravati da indizi gravissimi, tre degli occupanti della vettura sospetta confessavano di essere i responsabili del raid criminale, scagionando l’autista ed il passeggero seduto sul sedile anteriore, affermando che gli stessi gli avevano dato solo un passaggio. I due, difesi dagli avvocati Peppe Foglia e Nello Sgambato, sono stati denunciati a piede libero. 

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