Mamma uccisa, in aula l’uomo che era al telefono con Emilio nell’orario della morte

Il teste ai giudici: “Era tranquillo e non ho sentito alcun rumore”

Emilio Lavoretano è imputato per l'omicidio della moglie

Udienza fiume quella di oggi davanti alla Corte d’Assise per il processo a carico di Emilio Lavoretano, l’ex meccanico di Santa Maria Capua Vetere accusato dalla Procura di aver ucciso la moglie Katia Tondi il 20 luglio 2013 all’interno della loro abitazione, nel parco Laurus di San Tammaro, e di aver poi inscenato una rapina in casa.

Oggi davanti ai giudici (presenti in aula il pubblico ministero Domenico Musto, l’avvocato Natalina Mastellone per l’imputato ed il legale Andrea Balletta per le parti civili) sono stati ascoltati undici testimoni, tra ex colleghi di lavoro di Emilio ed alcuni condomini. Un teste importante è stato sicuramente il collega che lavorava col marito di Katia da “Merola Gomme” che, proprio il pomeriggio dell’omicidio, telefonò ad Emilio per chiedere notizie relativamente al pagamento degli stipendi che erano in ritardo. La telefonata arrivò sul cellulare di Lavoretano, così come dimostrano i tabulati, alle 18.40, cioè proprio in quel lasso di tempo indicato dalla Procura (tra le 18 e le 19) come quello in cui Katia sarebbe stata uccisa, unico periodo in cui Emilio era effettivamente in casa. Il collega di Emilio ha raccontato di essere stato al telefono alcuni minuti per chiedere notizie relativamente agli stipendi ed ha ricordato che Lavorerano era tranquillo e che non aveva sentito alcun rumore strano durante la telefonata. Oltretutto ha ricordato anche una ‘battuta sul tempo’ che l’imputato gli fece in riferimento alla scelta del periodo per le ferie e di come il lavoro fosse aumentato in quel periodo. Elementi che potrebbero rivelarsi favorevoli alla difesa, visto che proprio in quei frangenti, secondo la ricostruzione della Procura, Emilio avrebbe avuto il litigio in seguito al quale avrebbe ucciso Katia, dato che alle 19 è poi uscito di casa per recarsi al supermercato a Capua per fare la spesa (dove è stato ripreso dalle telecamere).

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In udienza sono stati ascoltati anche i titolari di “Merola Gomme” padre e figlio, che hanno avuto parole positive per Lavoretano, definendolo un gran lavoratore, che è andato via da loro solo per stare più vicino al figlioletto dopo quello che era accaduto alla mamma. Successivamente sono stati ascoltati alcuni condomini, tra cui un ex ispettore di polizia che il giorno dell’omicidio si trovò a scendere di casa verso le 18,30, intrattenendosi davanti al palazzo con un’altra donna che viveva nel parco Laurus, ed ha confermato di non aver visto, in quella occasione, né Emilio né il padre come invece hanno dichiarato alcun fruttivendoli presenti in zona.

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