La discarica della camorra: salta la prima udienza in Appello 'post ferie'

In primo grado l’avvocato Chianese condannato a 20 anni

L'avvocato Cipriano Chianese

E’ saltata l’udienza in programma questa mattina nell’ambito del processo per l’inquinamento della discarica Resit tra Parete e Giugliano, gestita, secondo la Procura Antimafia, dal clan dei Casalesi. Davanti alla Corte d’Appello doveva comparire il consulente nominato dai giudici napoletani per giudicare il metodo adoperato dagli organi istituzionali (Istituto Superiore della Sanita', Sogesid/Commissariato di Governo, Arpac) in rapporto alla assenza di compromissione ambientale, in conflitto con quanto asserito dal consulente della Procura. Lavoro che si è concluso a marzo con la perizia che conferma il danno ambientale. "Si ritiene - scrivono i consulenti del giudice nelle 84 pagine della perizia depositata agli atti - che l’attività di ricezione e smaltimento dei rifiuti sversati nel corso degli anni, verificata anche la natura pericolosa - tossica e/o nociva - di alcuni di essi abbia effettivamente prodotto un danno all’ambiente". In primo grado sono stati condannati a 20 anni di carcere Cipriano Chianese, avvocato e imprenditore del settore rifiuti ritenuto l'inventore delle traffico di rifiuti con smaltimenti illegali per conto dei Casalesi; a 5 anni e sei mesi l'ex sub commissario di governo per l'emergenza in Campania, Giulio Facchi; a 16 anni Gaetano Cerci; e a 5 e 6 anni i fratelli Elio, Generoso e Raffaele Roma, imprenditori del settore.

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