Muore a 19 anni in un incidente, il consulente ricostruisce lo schianto

Va avanti il processo sulla morte di Luigi Ciaramella

Luigi Ciaramella

Nella mattinata di mercoledì 11 aprile, all’udienza tenutasi davanti al giudice Alessandra Cesare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stato sentito Alessandro Lima, consulente della famiglia Ciaramella e referente dell’associazione “Mamme Coraggio”, presieduta dalla madre di Luigi Ciaramella, Elena Ronzullo. L’ingegnere, esperto in ricostruzioni di sinistri stradali, già consulente della Procura di Avellino per la ricostruzione del sinistro del bus di pellegrini precipitato dal viadotto “Acqualonga” costato la vita a 40 persone, ha ampiamente illustrato la consulenza a sua firma.

Nel corso del dibattito il professionista avellinese, ha analizzato una serie di ipotesi sulle possibili cause della variazione di traiettoria del veicolo condotto dal povero Luigi Ciaramella la mattina del 31 luglio 2008. Tra le 7 ipotesi proposte, escludendo in modo assoluto, alla luce di motivazioni tecniche, le ragioni di esclusione o di verosimiglianza, è giunto alla conclusione che l’evento potrebbe essere stato generato da un contatto patito dall’autovettura condotta dal Ciaramella, da parte di un veicolo proveniente dalla sua destra al momento ignoto. Stando alla ricostruzione del perito, la Renault Clio condotta dal giovane di 19 anni stava percorrendo un tratto di strada rettilineo caratterizzato da un’elevata visibilità e privo di anomalie del manto stradale.

Lima ha spiegato per quali motivazioni non ritiene plausibile una distrazione e/o un colpo di sonno, analizzando anche la posizione del sole e dei raggi solari per escludere l’ipotesi di un abbagliamento. Il professionista ha, inoltre, affermato che la causa delle devastanti deformazioni al veicolo, e di rimando le notevoli sollecitazioni patite dal conducente e costategli la vita, sono riconducibili all’urto contro il palo di sostegno della rete elettrica, posto a brevissima distanza dal ciglio stradale. Sono stati forniti importanti parametri tecnici e strutturali del palo, portando l’attenzione su come lo stesso non abbia subito danni degni di nota a seguito del sinistro.

Sul posizionamento del palo, Lima ha asserito che era installato in una posizione certamente non sicura e non rispondente alle vigenti norme in materia, sottolineando come, già dal 1992, ostacoli di quel genere vadano protetti con apposite barriere di sicurezza, che nel caso avrebbero certamente attutito l’impatto del veicolo contro il palo. Lo stesso ingegnere ha concluso la sua lunga deposizione, asserendo, che l’assenza del palo nella sua posizione, verosimilmente, non avrebbe cagionato la morte del giovane Ciaramella.

La prossima udienza, fissata per il 18 luglio, data in cui l’ingegnere Lima sarà nuovamente escusso e sottoposto al controesame delle parti, che avverrà a valle dell’analisi della consulenza oggi depositata dal legale Davide Tirozzi, referente dell’associazione “Mamme Coraggio”, il quale, a margine dell’assise pubblica, ha dichiarato di essere contento per l’esito dell’escussione e di essere fiducioso per il prosieguo del processo.

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