De Lucia paga per tutti: l'ex sindaco in lacrime dopo la sentenza

Il primo cittadino incassa 9 anni. Complessivamente 19 condanne e 7 assoluzioni

Pasquale De Lucia

Sono lacrime di rabbia quelle versate dall'ex sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia al momento della lettura della sentenza da parte del giudice Carotenuto, presidente del collegio giudicante della seconda sezione penale di Santa Maria Capua Vetere. Rabbia per una sentenza che ritiene essere "un'ingiustizia" perchè a pagare è stato solo lui, il "cinghiale bianco" di questo processo. 

LA REPLICA DEL PM

Stamattina l'ultimo coupe de teatre in aula del pm Geradina Cozzolino che ha annunciato l'invio degli atti agli uffici competenti anche per quel che riguarda le arringhe dei difensori di De Lucia (gli avvocati Pasquale Vigliotti e Federico Simoncelli) ritenute lesive nei confronti di alcuni dei carabinieri che hanno svolto le indagini. Poi al termine della replica alle discussioni dei difensori il collegio giudicante (Carotenuto presidente, Vona e Provvisier a latere) si è chiuso in camera di consiglio.

LA LUNGA ATTESA

Nei corridoi del tribunale c'è folla, tra imputati, avvocati e parenti che li hanno accompagnati in un momento tanto delicato, a fronte delle pesantissime richieste della Procura. 

De Lucia ha trascorso per intero la giornata al Palazzo di Giustizia di piazza della Resistenza, consumando le suole delle scarpe nel nervoso e continuo andirivieni attraverso il lungo corridoio che separa l'aula dagli uffici della cancelleria. Un'attesa lunga, estenuante, con la camera di consiglio durata oltre 10 ore. 

Si prova a non pensare, a ripetersi come un mantra che la giustizia non può essere che "giusta", a professare innocenza per darsi man forte l'un l'altro (anche perché ormai il processo è concluso) perché, in fondo, sia pur per imputazioni diverse, si è tutti sulla stessa barca.

LA LETTURA DELLA SENTENZA

Alle 20,30 i giudici hanno emesso il proprio verdetto. Pasquale De Lucia ha ricevuto una stangata: 9 anni di reclusione. Va male anche a Giuseppe Perrotta a cui viene inflitto addirittura un mese in più rispetto alla richiesta del pm di 4 anni. Va peggio agli Schiavone, Antonio condannato a 6 anni e 6 mesi (il pm aveva chiesto 5 anni) e Salvatore condannato a 6 anni e 8 mesi (il pm aveva chiesto 5 anni e sei mesi). Per Andrea De Lucia il tribunale ha inflitto 4 anni e 10 mesi, limitatamente ai reati ammessi.

Per il resto pene contenute,  tra i due anni e i 4 mesi e con la formula della sospensione della pena, e diverse assoluzioni (Massimo Balsamo, il presidente del consiglio comunale Angelo Frasca, Francesco Auriemma, il comandante della municipale Francesco Scarano, Giuseppe Bruno, Luigi Dragone e Santo Panariello).

LE REAZIONI

Al termine della sentenza De Lucia è uscito in lacrime dall'aula di giustizia. Lacrime versate anche dal comandante Scarano, ma stavolta per la gioia dell'assoluzione, che ha abbracciato moglie e figli, anche loro commossi. Balsamo ha abbracciato il suo legale ben prima che i giudici finissero: non era nell'elenco delle persone condannate.

Antonio Basilicata è stato condannato a 8 mesi per un solo capo d'imputazione (il pm aveva chiesto 7 anni). "Attendiamo le motivazioni - ha detto il dirigente - Ma faremo ricorso in appello perché anche se la condanna è minima (pena sospesa) io sono innocente perché sono stato condannato per una presunta turbativa d'asta che la Corte di Cassazione ha già ritenuto legittima. Ho trascorso 15 giorni in carcere e 3 mesi ai domiciliari senza un motivo".

basilicata antonio-2

La sensazione generale è quella di un impianto probatorio che non ha retto al dibattimento, almeno in questo giudizio di primo grado. Al termine della requisitoria erano stati chiesti complessivamente per i 26 imputati ben 98 anni ne sono stati inflitti meno della metà, 45 complessivi al termine di un processo durato 10 mesi ed in cui sono stati impegnati gli avvocati Marco Alois, Giovanni Bianco, Romolo Vignola, Angelo Raucci, Gennaro Iannotti, Pietro Romano

PAGA SOLO DE LUCIA

Come detto l'unico a pagare davvero le conseguenze del processo è stato solo il cinghiale bianco, il trofeo di cui appendere la testa, Pasquale De Lucia che ha incassato anche l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni ed dovrà versare 3mila euro nei confronti del supertesimone Antonio Scialdone. De Lucia paga per tutti in questo primo grado di giudizio. In fondo oggi è San Pasquale.


 

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