Ordini al clan durante i colloqui in carcere: processo alle battute finali

Il procuratore generale ha invocato oltre due secoli per le sorelle Bidognetti ed altri 25 imputati

Le sorelle Bidognetti durante i colloqui in carcere

Si va verso la sentenza. Si sono concluse in settimana le arringhe dei difensori impegnati nel processo che vede alla sbarra le figlie del boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, alias Cicciotto 'e Mezzanotte, accusate di aver ricevuto ordini durante i colloqui con il padre detenuto al 41 bis. Il processo riprenderà all'inizio di febbraio quando è in programma la replica del procuratore generale e la sentenza. Nel corso della sua requisitoria il pg aveva chiesto complessivamente oltre 2 secoli di carcere per i 27 imputati.

TUTTE LE RICHIESTE

Sono stati invocati 7 anni e 4 mesi per Katia Bidognetti (condannata a 6 anni in primo grado); 3 anni e 4 mesi per Teresa Bidognetti. Chiesti, inoltre, 15 anni per Dionigi Pacifico; 7 anni per Ciro Aulitto di Castel Volturno; 5 anni e 10 mesi per Antonio Baldascini; 11 anni per Giuseppe Bianchi; 7 anni per Luigi Bitonto di Castel Volturno; 6 anni per Vincenzo Bidognetti; 4 anni e 4 mesi per il pentito Stanislao Cavaliere; 10 anni per Gaetano Cerci; 8 anni e 4 mesi per Gabriele Cioffi di San Nicola la Strada; 7 anni per Domenico D’Alterio di Castel Volturno; 6 anni per Antonio De Luca; 9 anni e 8 mesi per Vincenzo De Luca, di Casal di Principe; 6 anni per Mirko Feola; 6 anni e 4 mesi per Giovanni Lubello (assolto in primo grado); 7 anni e 1 mese per Umberto Maiello; 7 anni e 8 mesi per Raffaele Manfredi di Casal di Principe; 7 anni e 1 mese per Carmine Micillo; 7 anni e 1 mese per Francesco Puoti; 11 anni per Americo Quadrano; 7 anni e 1 mese per Vincenzo Schiavone; 7 anni per Giacomo Simonetti; 8 anni e 4 mesi per Carlo Taurino; 6 anni per Ciro Taurino; 6 anni per Giuseppe Verrone e 5 anni per Orietta Verso

LE ACCUSE

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di estorsione ai danni di imprenditori di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Villa Literno, Cellole, Castel Volturno, Acerra e Roma. Nel mirino degli esattori del clan era finita anche una prostituta albanese residente a Giugliano ed un resort di Cellole. Secondo gli inquirenti Katia Bidognetti avrebbe ricevuto ordini direttamente dal padre, attraverso un sistema di messaggi ed allusioni, durante i colloqui in carcere.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Nello Sgambato, Gennaro Caracciolo, Mirella Baldascino, Ferdinando Letizia, Giovanni Abet e Franco Liguori.

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