Pistola illegale nascosta nel forno, madre e figlio in manette

L'arma con matricola abrasa trovata dalla polizia durante un controllo

Nella tarda serata di ieri agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto a San Cipriano d’Aversa Giuseppina Noviello, 65 anni, e T. F., 38 anni, rispettivamente madre e figlio, per concorso nella detenzione illegale di arma comune da sparo del tipo revolver calibro 10.4, priva di matricola identificativa in quanto abrasa.

Da alcuni giorni sotto osservazione da parte degli agenti del Posto Fisso Operativo P.S. di Casapesenna, i quali erano già in possesso di informazioni circa una possibile attività illecita svolta da N.G. (probabile contrabbando di tabacchi lavorati esteri), nel pomeriggio di ieri gli agenti si determinavano ad eseguire una perquisizione presso la sua abitazione di San Cipriano.

Nel corso dell’attività, pur non trovando le sigarette di contrabbando, gli uomini del PFO di Casapesenna rinvenivano all’interno di un vecchio forno situato nel cortile di proprietà esclusiva dei due arrestati, abilmente occultata in un canovaccio intriso di olio, una pistola revolver di grosso calibro, con tanto di munizioni e in perfetto stato d’uso, ma con la matricola completamente abrasa.

Infatti sul manico e sul castello dell’arma, sostanzialmente in buono stato e pronta all’uso, si notavano dei visibili segni di abrasione, indicativi di una cancellazione dei riferimenti matricolari, così da far ritenere la stessa “arma clandestina”.

Per quanto accertato, non avendo gli interessati fornito alcuna utile giustificazione circa la presenza dell’arma in quella pertinenza, previa comunicazione telefonica al pm di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale Napoli Nord, gli stessi venivano tratti in arresto in concorso tra di loro per detenzione illegale di arma comune da sparo

Al termine delle formalità di rito, atteso il loro stato di incensuratezza, su disposizione del sostituto procuratore i due arrestati venivano accompagnati presso il loro domicilio di San Cipriano, dove venivano sottoposti al regime detentivo degli arresti domiciliari.

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