Calci e pugni a moglie e figli: voleva i soldi per comprare da bere

Due aggressioni in meno di una settimana: fermato dalla polizia

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato D.S., 41 anni, pregiudicato, residente a Marcianise, in quanto resosi responsabile di maltrattamenti in famiglia. Il personale della Squadra Volante del Commissariato di P.S. interveniva in via Paisiello, dove era stata segnalata una violenta lite fra conviventi a distanza di pochi giorni di un precedente analogo intervento, condotto peraltro dagli stessi agenti i quali, giunti sul posto, raccoglievano l’ennesima denuncia della compagna di D.S. la quale raccontava di essere rimasta vittima di una nuova aggressione ed aggiungendo che, ormai da alcuni anni, la convivenza fra i due era divenuta insostenibile.

La donna riferiva che la causa scatenante delle liti era da attribuirsi allo stato di dipendenza, da alcol e stupefacenti, dell’uomo che, alla continua ricerca di denaro per finanziare i suoi abusi, finiva per gravare sulle già esigue entrate nucleo familiare. Infatti D.S. di frequente chiedeva alla convivente il denaro, talvolta se ne appropriava direttamente, prosciugando le già modeste entrate costituite dal provento di assegni sociali o di lavoretti che la stessa svolgeva.

Proprio il rifiuto da parte della donna alle pretese di D.S. ne scatenavano l’aggressività e l’ira, sfociate spesso, secondo la puntuale e minuziosa ricostruzione dei poliziotti intervenuti, nel danneggiamento di mobilia e suppellettili e nell’aggressione fisica e verbale non solo della compagna ma anche dei due figli, una giovane di 18 anni ed un ragazzo di 13 anni, avuti nel corso di una precedente relazione. Infatti, gli stessi erano a loro volta oggetto delle prevaricazioni di D.S. soprattutto perchè non esitavano ad intervenire a difesa della madre allorquando, di frequente, veniva aggredita.

I poliziotti accertavano che in una precedente occasione proprio la ragazza, allora diciassettenne, veniva colpita con percosse al volto e da una ginocchiata al basso ventre e che bastavano banalissimi pretesti perchè D.S. la insultasse e umiliasse così come il fratello. Anche la madre riferiva delle quotidiane vessazioni psicologiche e fisiche che era costretta a subire spesso scatenate da motivi banali e pretestuosi.

I poliziotti ricostruivano con scrupolo e puntualità lo stillicidio di aggressioni, vessazioni e prepotenze di cui si era reso protagonista D.S. negli ultimi mesi, e appurata pertanto l’abitualità delle condotte violente dallo stesso poste in essere nei confronti dei conviventi, lo traevano in arresto per maltrattamenti. La misura dell’arresto è stata convalidata dall’Ufficio del G.i.p. presso il Tribunale di S. Maria C.V. che, accogliendo parzialmente le richieste della Procura della Repubblica, applicava nei confronti dell’arrestato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offesa, in particolare l’abitazione ed il luogo di lavoro.

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