Piazze di spaccio dei Casalesi: in 17 rischiano maxi condanna

Proseguono le arringhe dei difensori. Il pg ha invocato pene per 130 anni complessivi

Alamaro e Chiarolanza

Proseguono dinanzi alla Corte d'Appello di Napoli le arringhe dei difensori degli imputati nel processo sullo spaccio di droga a Casal di Principe e nel napoletano che vede alla sbarra 17 persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. 

Nel corso della sua requisitoria il pg aveva chiesto la riforma delle condanne inflitte in primo grado con inasprimento delle pene ritenendo le condotte poste in essere dagli imputati più gravi di quanto ritenute dal giudice di primo grado. In particolare sono stati richiesti: 16 anni di reclusione per Luigi Alamaro; 15 anni e 8 mesi per Vincenzo Chiarolanza; 9 anni e 4 mesi per Marco De Vivo; 9 anni e 4 mesi per Carmela e Rosa Del Sole; 4 anni per Michele Della Cioppa; 8 anni per Domenico Della Corte; 4 anni per Guido Frascogna; 4 anni per Cristina Gravante; 9 anni e 6 mesi per Rosaria Imbriani ed Addolorata Orefice; 16 anni per Ettore Pacifico; 9 anni e 4 mesi per Giuseppe Pacifico e Domenico Russo; 8 anni per Abdelmonam Baazaoui.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il clan dei Casalesi, attraverso i figli di elementi di spicco della cosca, ha gestito direttamente lo spaccio della droga sul territorio casertano. I pusher del clan vendevano le sostanze stupefacenti anche a Casal di Principe, a San Cipriano d’Aversa, Villa Literno e altri comuni limitrofi. Emersi legami con il gruppo camorristico di via Vanella Grassi, a Secondigliano, dove gli emissari dei Casalesi acquistavano la droga.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Angelo Raucci, Guido Diana, Ferdinando Letizia e Mirella Baldascino. Il processo è stato rinviato per il prosieguo delle arringhe difensive a metà aprile.  

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