“Sopravvissuto alla Concordia sono rinato nel segno del 7”

Il pianista Antimo Magnotta presenta il suo primo libro dopo la tragedia dell'isola del Giglio

Antimo Magnotta presenterà il suo libro a San Nicola la Strada

Sarà ospite dell'associazione Alterum di via Appia a San Nicola la Strada per presentare il suo libro "Sette squilli lunghi ed uno breve". Antimo Magnotta, 46enne di Recale, ha raccontato in quelle pagine l'ultima settimana della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio 2012. Le storie, le persone, i racconti vissuti dal suo personalissimo punto di vista, di chi al momento della tragedia stava suonando il pianoforte al quinto piano della nave, al bar Helsinki.

Una storia incredibile quella del pianista recalese che racconta come quella del naufragio "è un'esperienza assurda". "Mi sono salvato perché stavo suonando - spiega - Da poco era iniziato il mio set. Un caso, in quanto ci alternavamo con dei musicisti di origine ungherese. La persona a cui ho dato il cambio non ce l'ha fatta. Questo ancora non mi fa dormire la notte".

Dopo il naufragio Magnotta rivela di essere "psicologicamente distrutto. Brancoli nel buio, hai il senso di colpa di essere sopravvissuto". Una tensione interiore che ha avuto anche "ripercussioni sul piano familiare". "Ero vuoto - prosegue - non riuscivo più a suonare".

Senza un lavoro, senza una famiglia, senza una ragione di vita. Magnotta ha rifiutato un'offerta di compensazione da parte della Costa. "Era ridicola - ha commentato - Quello che ho perso quella notte non ha prezzo". Per questo, dopo un anno di peregrinazioni, ha lasciato l'Italia, nonostante sia "un paese che amo", per andare in Inghilterra, a Londra.

"Ricominciare da zero non è stato facile - spiega - Fai il possibile per mantenerti, qualsiasi lavoro. Così ho iniziato a fare il cameriere. La società per cui lavoravo si occupava del servizio bar in istituzioni museali. A me è toccato il bar storico del Victoria Albert Museum, l'unico che ha un pianoforte". Magnotta continua a fare il cameriere per 3 mesi, quel pianoforte era lì come una sorta di calamita. Così ha svelato al suo manager di essere un pianista raccontandogli la sua storia.

"Mi disse che il pianista residente lì il giorno successivo non poteva andare così mi ha offerto un'opportunità per suonare. I feedback del pubblico sono stati positivi e mi ha dato fiducia facendomi suonare uno, due, tre giorni a settimana". Nel frattempo "continuavo a fare il cameriere. Di pomeriggio svestivo gli abiti da lavoro e mi mettevo al piano. Una cosa che ha incuriosito i clienti del caffè ma anche la BBC".

Da un anno e mezzo Magnotta è il pianista resident del Victoria Albert. "Sto pensando di scrivere un secondo libro, per raccontare la storia di un uomo che è riuscito a ricominciare a 46 anni". Intanto venerdì presenterà il suo primo lavoro editoriale. "Sette squilli brevi ed uno lungo", come il messaggio in codice lanciato sulla nave quella terribile notte di gennaio.

Per Magnotta il 7 è un numero ciclico: "lo stesso venerdì tredici gennaio - giorno della tragedia dell'isola del Giglio - è composto da tre parole di 7 lettere; 7 sono le note musicale e la mia data di nascita è piena di 7". E lo stesso romanzo è di 7 capitoli, più un epilogo. "Una numerologia che mi è servita a giustificare quanto mi è accaduto ma che è silenziosa all'interno del libro".

Venerdì 22 dicembre il libro sarà presentato da Antonella D'Andrea della casa editrice casertana Spring Edizioni e dall’avvocato Rossella Calabritto che dialogherà con Antimo Magnotta, che racconterà e suonerà alcuni brani del suo repertorio.

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