CAMORRA L’amico d’infanzia del boss si pente e lo inguaia

C’è un nuovo pentito che ha incastrato il rampollo della famiglia

Felicia e Raffaele Antonio Ligato

Finito in carcere a maggio dello scorso anno, ha deciso di passare dalla parte dello Stato. E così ha raccontato ai magistrati della Dda la sua storia, ma, soprattutto, quella del suo amico d’infanzia, Antonio Raffaele Ligato, raggiunto pochi giorni fa da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere.

La posizione figlio del boss ergastolano di Pignataro Maggiore Raffaele è diventata quindi più complicata dopo le dichiarazioni messe a verbale da Davide Ianuario, che a dicembre 2018 inizia a parlare ed a raccontare la sua verità. Lui ha un rapporto stretto e duraturo con Antonio Raffaele Ligato: si conoscono da quando avevano 10 anni ed insieme commettevano piccoli reati (furti e raid vandalici). Insieme, racconta il pentito, all’età di 15 anni, hanno iniziato ad utilizzare anche l’eroina er poi arrivare alla vendita della stessa insieme al fumo.

E tira in ballo anche Felicia Ligato, la sorella di Antonio Raffaele, che, secondo il suo racconto, sarebbe stata inserita nella gestione dello spaccio di droga nella zona di Monte Oliveto di Pignataro tra il 2008 ed il 2014 quando il fratello era detenuto. 

Si trattava, secondo il suo racconto, di una vendita costante di hashish e cocaina, che veniva acquistata con somme tra i 2mila ed i 5mila euro messa a disposizione da Felicetta Ligato. Il ricavato (quasi sempre il doppio della somma investita) veniva diviso dopo aver restituito le somme anticipate alla figlia del boss. L’attività, secondo il racconto di Ianuario, è proseguita e si è incrementata dopo che Antonio Ligato tornò in libertà

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