CAMORRA 3 pentiti inguaiano l’imprenditore. “Temeva di essere cantato per l’omicidio”

Il ruolo di ‘Ciccio e brezza’ nella ricostruzione di Barone, Pellegrino e Caterino

Massimiliano Caterino e Michele Zagaria

Ci sono tre pentiti che puntano il dito contro Francesco Zagaria, imprenditore 53enne originario di Casapesenna, ma trapiantato a Capua, finito in manette nei giorni scorsi insieme all’ex sindaco Carmine Antropoli

Dagli atti dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Fabio Provviser, emergono le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia del clan dei Casalesi che convergono nell’affermare che ‘Ciccio e brezza’ sia un uomo di fiducia del capoclan Michele Zagaria.

Attilio Pellegrino e Massimiliano Caterino sottolineano come il deposito dell’imprenditore, ubicato tra Santa Maria Capua Vetere e San Prisco, sia stato utilizzato per gli appostamenti precedenti all’omicidio di Sebastiano Caterino, mentre Michele Barone ha svelato un incontro che ebbe con lo stesso nel 2009. 

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“Dopo aver saputo che Raffaele Piccolo stava collaborando con la giustizia - racconta il pentito - Zagaria mi chiese se quest’ultimo stesse raccontando dell’omicidio di Sebastiano Caterino. Da tale fatto ho arguito che lui avesse partecipato a questo omicidio, anche se non so in che modo. Ho pensato che avendo lui un deposito nella zona nuova di Santa Maria Capua Vetere, egli abbia concesso base di appoggio per omicidio”.

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