I pentiti inguaiano l'imprenditore amico dell'ex sindaco: "E' un uomo di Capastorta"

Iovine e Lanza parlano del ruolo di specchiettista di Francesco Zagaria nel delitto di Sebastiano Caterino. A settembre Schiavone jr sul banco dei testimoni

Nicola Schiavone e Michele Zagaria

Lo specchiettista dell'omicidio di Sebastiano Caterino era un uomo di fiducia di Michele Zagaria. Lo hanno riferito stamattina in Corte d'Assise a Santa Maria Capua Vetere i collaboratori di giustizia Antonio Iovine e Bruno Lanza, quest'ultimo tra gli autori materiali del delitto. 

E' quanto accaduto nel corso del processo a carico di Francesco Zagaria, alias Ciccio e Brezza, l'imprenditore finito alla sbarra insieme all'ex sindaco di Capua Carmine Antropoli, Armando Porciello, 47enne di Capua; l'ex consigliere comunale Marco Ricci e l'ex assessore Guido Taglialatela. Secondo gli inquirenti Zagaria, originario di Casapesenna e trapiantato a Capua, sarebbe stato lo specchiettista dell'agguato di camorra, avvenuto nel 2003. Circostanza che sta occupando le prime udienze del processo. Iovine ha ribadito quanto sostenuto nei verbali nelle mani degli inquirenti e cioè che "Michele Zagaria (per l'omicidio) mise a disposizione una sua fonte a Santa Maria Capua Vetere di cui non mi riferì mai il nominativo". Nel corso dell'udienza di oggi, infine, è stato conferito l'incarico ai periti che dovranno trascrivere le intercettazioni che finiranno nel processo alla fine di ottobre. 

A settembre, invece, si entrerà nel vivo della seconda parte dell'inchiesta, quella che riguarda specificamente Antropoli. Si comincia subito con il collaboratore di giustizia Nicola Schiavone e verranno sentiti anche altri pentiti del clan come Benito Natale

Secondo l'ipotesi accusatoria Antropoli avrebbe dato vita ad un patto con alcuni affiliati al clan dei casalesi, tra cui proprio Franco Zagaria, per avere appoggio elettorale del clan in occasione delle elezioni amministrative del 2016, quelle in cui l'ex sindaco non era candidato ma sosteneva la candidatura di Giuseppe Chillemi (non indagato).

Antropoli e Francesco Zagaria avrebbero esercitato pressioni su un candidato al consiglio comunale per costringerlo a ritirare la sua candidatura. L'aspirante consigliere venne convocato da Marco De Luca, persona di fiducia di Zagaria, presso lo studio medico dell'ex sindaco. Nel corso dell'incontro, a cui prese parte anche Armando Porciello, il candidato sarebbe stato addirittura percosso da Zagaria. Questo per favorire un altro aspirante consigliere, Marco Ricci, candidato in un'altra lista a sostegno di Chillemi. 

Nel collegio difensivo sono impegnati, inoltre, gli avvocati Mauro Iodice, Gerardo Marrocco, Guglielmo Ventrone, Lorenzo Caruso, Giuseppe Stellato, Nicola Leone, Maiello, Elisabetta Di Rauso.

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