CASALESI La pen drive di Zagaria resta un giallo dopo la sentenza su Fontana

Ora potrebbe arrivare una svolta anche nell’inchiesta sul poliziotto

Il poliziotto Oscar Vesevo alla cattura del boss Michele Zagaria

Assolto. Orlando Fontana non è colpevole di aver pagato 50mila euro ad un poliziotto per avere al pen-drive che il capo clan Michele Zagaria aveva nel covo di via Mascagni quando fu arrestato. La sentenza emessa ieri a carico dell’imprenditore di Casapesenna e degli altri imputati del processo Medea lascia una traccia importante, che potrebbe avere conseguenze anche sul poliziotto Oscar Vesevo, indagato a sua volta perché considerato colui che aveva preso i soldi per ‘cedere’ la Pen-drive dove erano nascosti tutti i “segreti” del capo clan dei Casalesi, arrestato dopo anni di latitanza.

Il nome di Vesevo fu fatto per la prima volta da Rosaria Massa, la moglie dell’idraulico Vincenzo Inquieto che ospitava il boss in va Mascagni a Casapesenna. Mentre altri due imprenditori intercettati parlando “dei 50mila euro ceduti da Orlando Fontana ad un agente di polizia in cambio della pennetta”. Elementi che fanno aprire un’indagine che porta a Vesevo, attualmente iscritto nel registro degli indagati. Ma l’assoluzione di Fontana potrebbe portare ad una svolta anche nell’inchiesta sul poliziotto.

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