Operaio schiacciato, il pm: "8 condanne per la morte di Lorenzo"

Borrelli morì nella fabbrica della Reiter: il pm ha invocato oltre 11 anni di cella per i responsabili

Lorenzo Borrelli

Oltre 11 anni complessivi ad 8 imputati per l'omicidio colposo di Lorenzo Borrelli, l'operaio di Pignataro Maggiore morto schiacciato da una pressa all'interno della Reiter Automotive, multinazionale elvetica dell'indotto Fiat.

Sono quelli invocati dalla Procura della Repubblica nel corso della propria requisitoria pronunciata stamattina dinanzi al giudice Comella del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il pm ha chiesto 1 anno e 5 mesi a testa per Andreas Gerhard Becker, Piero Faccioli, Alfredo Ruggero, Claudio Insero, Maurizio Esposito,  Giuseppe Laudisa e Raffaele Terracciano; un anno e 4 mesi, invece, è stata la richiesta di pena per Giuseppe Merola. Il pubblico ministero ha puntato molto sul fatto che la pressa sotto la quale è morto il povero Lorenzo fosse in funzione al momento dell'incidente. Il motivo per il quale il meccanismo non era stato fermato era legato agli obiettivi di produzione, ad avviso degli inquirenti. Esclusa, però, l'omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, contestata a tutti gli imputati.

Stamattina hanno inoltre discusso i legali della famiglia di Borrelli, costituitasi parte civile con gli avvocati Carlo De Stavola, Rocco Trombetti e Carfora. Il processo è stato rinviato alla fine di settembre per l'inizio delle discussioni dei difensori.

Lorenzo morì per colpa di un meccanismo inceppato della catena di montaggio. Si era infilato sotto la pressa che aveva perso l'aderenza delle ventose sui fogli bituminosi da prelevare, aveva inserito le braccia nell'ingranaggio e con un movimento rapido doveva interporre tra le ventose e il tappeto due bastoni di legno.

Ma la macchina fu più veloce di lui. La pressa maledetta era difettosa e non era stata riparata dai responsabili. I funzionari dell'azienda, secondo la procura, sarebbero stati a conoscenza del guasto al macchinario. Gli otto imputati sono accusati, a vario titolo, di aver consentito l'utilizzo del macchinario nella catena Tandem provocando "la morte di Borrelli Lorenzo - si legge nel decreto del pm - che si interponeva tra la pressa e il foglio".

Borrelli aveva solo 33 anni, una moglie ed un bambino piccolo. Nel collegio difensivo degli imputati ci sono gli avvocati Sperlongano, Botti, Vercelli, Fracchia e Casapulla.

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