Omicidio Tondi, spunta la presenza di un gruppo di stranieri davanti al parco

Un condomino lo racconta in aula. Ascoltate anche le zie del marito imputato

Katia Tondi è stata uccisa nel suo appartamento

Nuovi teste sono comparsi davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere per l’omicidio di Katia Tondi, la giovane mamma uccisa il 20 luglio 2013 nel parco Laurus a San Tammaro.

Dopo aver ascoltato due periti che hanno curato la trascrizione delle intercettazioni, è stato il turno di due zie acquisite di Emilio Lavoretano, il marito di Katia sotto processo per il delitto. Ad entrambe sono state rivolte domande dal pubblico ministero Domenico Musto e dall’avvocato Natalina Mastellone (rappresentante di Lavoretano) relativamente ai rapporti che vi erano tra la vittima e la famiglia del marito. In particolare ad una delle zie è stata posta in visione una fotografia scattata un mese prima dell’omicidio, nella quale Katia appariva sorridente proprio insieme alla famiglia di Emilio. Una foto scattata nel giorno del 50esimo compleanno della donna e dove compariva anche il figlio della coppia di Santa Maria Capua Vetere. Entrambe le zie, comunque, hanno confermato che i rapporti erano buoni e che a loro non erano mai giunte notizie di attriti o discussioni, neanche con la suocera di Katia (la mamma di Emilio).

Di rapporti personali ha parlato anche un’altra ragazza, amica di Katia, che ha raccontato come il loro rapporto fosse andato scemando dopo il fidanzamento di Katia e l’inizio del lavoro in un bar di Santa Maria Capua Vetere, avvenuto tra il 2008 ed il 2009, al punto da non essere poi neanche stata invitata al matrimonio. Questa ragazza ha sottolineato anche che Katia le aveva detto che “si sentiva completa col suo fidanzato” non avendo bisogno di altro.

Particolare rilevante è emerso, invece, dalla testimonianza di un altro condomino, che ha dichiarato di non aver mai visto Katia e di aver solo incontrato qualche volta Emilio. L’uomo ha affermato che la sera dell’omicidio vide davanti al parco un gruppetto di stranieri, 5-6 persone, forse cingalesi, che non aveva mai visto nei giorni prima. Particolare da non sottovalutare visto che una situazione simile fu raccontata anche dalla mamma di Emilio nelle ore immediatamente successive all’omicidio. La Corte ha poi provveduto ad acquisire i verbali di altri condomini che furono sentiti nei giorni successivi al delitto.

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