Mamma uccisa, la vicina di casa ricostruisce le ore prima dell'omicidio

Lo strano silenzio dei 'cani fastidiosi' ed i rapporti col marito imputato della vittima al centro della testimonianza

Katia Tondi ed il marito Emilio Lavoretano

Nuova udienza del processo a carico di Emilio Lavoretano questa mattina dinanzi alla Corte di Assise (presidente Giovanna Napolitano, a latere De Santis). L’ex meccanico di Santa Maria Capua Vedere è accusato di essere il killer della moglie Katia Tondi, uccisa nel luglio del 2013 nel loro appartamento in un complesso residenziale a San Tammaro.

Questa mattina in aula (alla presenza degli avvocati Natalina Mastellone, Gianluca Giordano e Santoro) è stata chiamata a testimoniare la signora Rossi, vicina di casa della coppia, che ha riferito di ciò che avvenne nel giorno della morte della giovane mamma. In particolare, incalzata dalle domande del pubblico ministero Domenico Musto, la vicina di casa ha ripercorso il pomeriggio prima del rinvenimento del cadavere. Ha affermato di essere rimasta in casa e di aver trascorso la maggior parte del tempo al cellulare con gli auricolari.

Ha sottolineato poi come i suoi cani abbaiassero sempre (lei stessa li ha definiti "fastidiosi"), non solo quando vedeva persone nuove arrivare nel palazzo, bensì anche quando udivano un semplice rumore. Ma in quella giornata i suoi cani non avrebbero mai abbaiato, secondo la sua ricostruzione, fatto che farebbe ipotizzare come non sia stato udito alcun rumore proveniente dall’appartamento accanto dove è stato commesso l'omicidio.

La signora Rossi ha poi sottolineato di aver sentito solo una volta litigare Emilio e Katia e che al centro della discussione vi era la mamma del ragazzo. Sui rapporti tra suocera e nuora c’è poi stato un ulteriore passaggio della testimonianza, con la vicina di casa che ha confermato come la coppia ed il bambino si recassero spesso a casa di Assunta e Giovanni Lavoretano per pranzare e cenare insieme, con cadenza settimanale.

Sul rinvenimento del cadavere, la Rossi ha affermato di non essersi subito accorta che Katia fosse morta, ma di averlo capito solo dopo aver toccato la giugulare e che ricorda come il corpo presentare delle chiazze e che la bocca era livida. Particolari su cui ci si dovrà soffermare per cercare di stabilire la data esatta della morte di Katia Tondi.

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Secondo l’accusa, infatti, la giovane mamma è stata uccisa tra le 18 e le 19, mentre per la difesa (rappresentata dall’avvocato Mastellone) l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 19 e le 20, quando il marito era uscito di casa per fare spese in un supermercato (come testimoniano anche le telecamere del negozio che lo hanno ripreso). L’udienza è stata poi aggiornata: dovranno essere ascoltati infermiere ed autista del 118 che si recarono a San Tammaro la sera del decesso.

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