Mamma uccisa, tensione in aula durante la testimonianza di 2 fratelli

Tanti ‘non ricordo’ per i fruttivendoli che avevano raccontato di aver visto Emilio ed il padre davanti casa. Pm ed avvocato si scontrano sulla lettura continua dei verbali

Emilio Lavoretano

E’ stata un’udienza molto testa quella andata in scena oggi davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere (presidente Giovanna Napoletano, a latere Alessandro De Santis) per l’omicidio di Katia Tondi, la giovane mamma uccisa il 20 luglio 2013 nella sua casa nel parco Laurus a San Tammaro.

Oggetto dello scontro che ha visto protagonisti il pubblico ministero Domenico Musto e l’avvocato Natalina Mastellone (che rappresenta la difesa del marito imputato Emilio Lavoretano di Santa Mara Capua Vetere) la testimonianza di due fratelli fruttivendoli che, nei giorni immediatamente successivi al delitto, avevano dichiarato di aver visto l’imputato insieme al padre nei pressi del parco Laurus in un orario che i due collocano in maniera generica nel pomeriggio del 20 luglio 2013.

I due fratelli, però, in aula ricordavano poco o nulla e la loro testimonianza è stata ricca di “non ricordo” al punto che il magistrato, in più occasioni, ha dato lettura di passi dei verbali firmati dai dichiaranti agli inquirenti. Ma il legale di Lavoretano ha contestato in più occasioni l’attività del pm, in quanto, a suo dire, non leggeva solo i passi oggetto di domanda, bensì leggeva completamente il verbale. E’ rimasto, comunque, il nodo legato all’orario dell’avvistamento: entrambi i fratelli fruttivendoli non ricordavano l’orario in cui avevano visto Emilio ed il padre, anche se a diretta domanda dell’avvocato Mastellone, uno dei due fratelli ha risposto che “il sole era molto forte”.

Alcune discrasie sul racconto sono state poi evidenziate dalle testimonianze della sorella e della mamma dei fruttivendoli, soprattutto sul loro rientro a casa per il pranzo il giorno dell’omicidio e sul fatto che gli stessi dichiaranti hanno affermato di non aver poi discusso della vicenda a casa. In aula erano presenti anche gli avvocati di parte civile  Rosanna Santoro e Gianluca Giordano.

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