Omicidio Tondi, il medico "sposta" l'orario della morte

Per il consulente della difesa Katia è stata uccisa alle 20. Critiche sulle indagini: "Errori balordi"

Katia Tondi ed Emilio Lavoretano

Katia Tondi sarebbe stata uccisa intorno alle 20. Questa la conclusione a cui è arrivato Giuseppe De Rosa, il medico legale nominato dalla difesa di Emilio Lavoretano, il marito della donna finito sotto processo con l'accusa di omicidio. De Rosa, escusso dinanzi alla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduto dal giudice Napoletano, ha dato una chiave di lettura ben diversa rispetto a quella fornita dagli altri medici - Quaranta del 118, Serino, medico legale intervenuto sul posto intorno alle 22, Saliva, consulente della Procura - che sono concordi nel fissare l'ora del decesso tra le 18 e le 19. Una questione nodale per l'intero processo, un'ora di importanza fondamentale per dimostrare la colpevolezza o l'innocenza di Lavoretano, di Santa Maria Capua Vetere,. 

LA TEMPERATURA DEL CORPO

La ricostruzione tecnica del medico si basa su alcuni parametri. In primo luogo il consulente, rispondendo alle domande dell'avvocato difensore di Lavoretano Natalina Mastellone, si è soffermato sulla temperatura corporea. "Il medico del 118 - ha spiegato De Rosa - Ha dichiarato che al tatto l'addome della donna era ancora caldo. Poiché la temperatura ambientale era di circa 28 gradi, la sua temperatura rettale era approssimativamente vicina alla normalità". Per essere più chiaro il consulente ha fatto l'esempio di una pentola con all'interno dell'acqua. "Se la portiamo a bollore e poi spegniamo il gas - ha spiegato ai giudici - La temperatura della pentola sarà molto vicina a quella dell'acqua". 

IL RIGOR MORTIS

Poi De Rosa ha spiegato le condizioni in cui avviene l'irrigidimento muscolare post mortem. Il medico legale Serino, intervenuta sul posto intorno alle 22, ha parlato nella sua relazione di un avvio di "rigor mortis" e quindi la morte è stata fissata 3-4 ore prima. "La bibliografia ci dà orientamenti diversi - ha detto De Rosa - Va detto, però, che in caso di morte per asfissia (Katia Tondi è stata strangolata nda) questo processo è accelerato e quindi il rigor mortis è intervenuto molto prima delle 3-4 ore". 

L'IPOSTASI

Infine De Rosa ha smontato anche la teoria della "marezzatura ipostatica", cioè delle macchie ematiche che compaiono su un corpo privo di vita per la gravità dei vasi sanguigni, con i liquidi che tendono a dirigersi verso il basso. "La marezzatura rilevata sull'avanbraccio sinistro da parte di Quaranta non è una ipostasi in quanto è in senso antigravitazionale. Avremmo dovuto trovarla dal lato opposto del braccio (all'interno nda). Potrebbe trattarsi di una macchia cutanea legata allo svuotamento dei vasi sanguigni". Inoltre il consulente ha rivelato anche come Katia Tondi, i cui familiari si sono costituiti parte civile con gli avvocati Gianluca Giordano e Santoro, assumesse la cardioaspirina, circostanza che "accelera la formazione di ipostasi". La fotografia che ne fa la dottoressa Serino è compatibile, ad avviso di De Rosa, con quella di una donna "morta due ore prima e non 4".

LE OMISSIONI DEL MEDICO LEGALE

De Rosa nel corso della sua deposizione ha fortemente criticato l'operato della collega intervenuta sul luogo del delitto. "La temperatura addominale è l'unico dato attendibile. Ci sono stati una serie di balordi errori come quello di non controllare la temperatura rettale. Vero che non aveva il termometro con sé ma non è stato fatto nulla per procurarsene uno. Bastava chiederlo ad Emilio Lavoretano: in quella casa con un bambino piccolo un termometro c'era di sicuro. Il giudizio sull'ora della morte è stato dato con una certa semplicità".

I RILIEVI DEL PM

La ricostruzione fatta dal consulente nominato dalla difesa è differente da quella degli altri medici sentiti in aula. Il pubblico ministero Domenico Musto ha difeso la teoria della morte avvenuta tra le 18 e le 19. Una circostanza che "rappresenta la chiave dell'acqua dell'intero processo", ha detto. Musto ha difeso l'operato di Quaranta che nell'immediatezza dei fatti riferì ad Emilio che la moglie "non era morta da 20 minuti ma già da almeno 1 ora e mezza".

L'avvocato Giordano, invece, ha provato a mostrare la scarsa esperienza del perito della difesa che ha alle spalle un bagaglio di "2-3 sopralluoghi giudiziari". "Le conoscenze anche solo teoriche - ha risposto De Rosa - mi bastano a rilevare gli errori enormi commessi dal medico legale". L'avvocato di parte civile ha anche mostrato alcune discrasie sulla qualità dell'autopsia. "E' stata fatta bene ma potevano essere svolti anche altri esami - ha concluso De Rosa - Di certo in Italia questa pratica non viene svolta quasi mai bene rispetto ad altri paesi come gli Stati Uniti".

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