Omicidio Tondi, udienza fiume col pool di consulenti della Procura

In aula il generale Garofano (ex Ris di Parma) ed altri 3 esperti. Solo una telefonata del marito imputato non è stata "geolocalizzata con certezza".

Il generale Garofano, ex Ris di Parma

E' stata un'udienza fiume quella svoltasi oggi nell'ambito del processo per la morte di Katia Tondi, la giovane mamma uccisa nel suo appartamento di San Tammaro la sera del 20 luglio 2013, che vede imputato il marito Emilio Lavoretano di Santa Maria Capua Vetere (rappresentato dall'avvocato Natalina Mastellone).

Davanti alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Napoletano oggi sono comparsi i consulenti del pubblico ministero Domenico Musto: il generale Garofano, il medico legale Maurizio Saliva, la psicologa forense Cinzia Gimelli e l'ingegnere Paolo Reale.

Il pool scelto dalla Procura della Repubblica ha sostenuto la tesi che sia stato il marito ad uccidere la moglie: nel corso dell'audizione collegiale sono state mostrate le foto di Katia subito dopo l'omicidio, tutte immagini scattate tra le ore 22 e le 23 della notte del decesso sulle quali ha lavorato il medico legale che, insieme agli altri consulenti, è stato chiamato a collaborare con la Procura solo a fine ottobre, due mesi dopo l'omicidio. 

Interessante la ricostruzione delle telefonate di Emilio Lavoretano ed il suo "posizionamento territoriale" ricostruito tramite le celle telefoniche agganciate dall'apparecchio. Il consulente della Procura Reale ha confermato tutti gli spostamenti del marito realtivamente agli spostamenti ed alle telefonate effettuate. Unico dubbio resta sulla telefonata delle 18.39 del 20 luglio, quando Lavoretano, secondo la sua dichiarazione, era al telefono con un collega di lavoro dalla sua abitazione di San Tammaro. Secondo il perito, però, questa è l'unica telefonata che non può essere "certa" perché era possibile anche che l'uomo si trovasse fuori dall'appartamento perché la cella d'aggancio servente è compatibile sia all'interno della casa che nelle sue immediate vicinanze.

Il generale Luciano Garofano, ex capo del Ris di Parma, ha parlato delle verifiche effettuate su un paio di occhiali da sole che era stato rinvenuto all'interno dell'appartamento per verificare se vi fossero tracce di sangue che facessero ipotizzare che Katia Tondi li indossasse al momento dell'aggressione in casa, visto che la vittima aveva un graffio vicino al naso. Ma il generale ha chiarito che non sono state trovate tracce genetiche.

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