Ergastolo per il complice del killer di Vincenzo

Il padre del 25enne ucciso: "Ho avuto la giustizia terrena, ora attendo quella divina"

La vittima dell'omicidio Vincenzo Ruggiero

Ha aiutato Ciro Guarente, il cuoco della Marina Militare già condannato all'ergastolo con rito abbreviato, ad uccidere Vincenzo Ruggiero, l'attivista gay 25enne di Parete, ucciso, fatto a pezzi e sciolto nell'acido ad Aversa nel luglio del 2017. 

La Corte d'Assise del tribunale di Napoli ha condannato all'ergastolo, con un anno di isolamento diurno, Francesco De Turris che secondo la ricostruzione degli inquirenti avrebbe aiutato Guarente a commettere quell'efferato delitto, fornendo al killer l'arma utilizzata per commettere quell'efferato delitto. 

Quella sera Guarente si presentò nell’appartamento di Aversa, dove Vincenzo abitava con la bella trans Heven Grimaldi (legata da una relazione proprio a Guarente) per un chiarimento con Vincenzo, terminato in una lite che provocò la morte del 25enne. Successivamente il giovane venne ucciso. Poi per disfarsi del cadavere il corpo del giovane venne sezionato e cosparso di acido muriatico. I suoi resti vennero ritrovati oltre 20 giorni dopo in un garage di via Scarpetta a Ponticelli. Parte dei resti di Vincenzo erano stati coperti sotto uno strato di cemento. 

"Questo verdetto sicuramente non mi ridà mio figlio - ha commentato il papà di Vincenzo Ruggiero - ma si è esaudito il mio primo desiderio, la giustizia terrena. Ora aspetto la giustizia divina". 

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