Sgozzata nell'ex hotel: condannato il killer

Il giudice ha inflitto 15 anni a De Maria. Dopo il delitto si nascose in Germania

L'ex hotel Zagarella di Castel Volturno

Uccise una donna all'hotel Zagarella di Castel Volturno, nota piazza dello spaccio di stupefacenti. Per questo motivo il gup Grammatica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a 15 anni di reclusione Emanuele De Maria, 27enne napoletano, giudicato come responsabile dell'omicidio di Racheb Oumaima, 23enne tunisina.

Nella sua sentenza, all'esito del processo celebrato con rito abbreviato, il giudice ha escluso tutte le aggravanti del delitto, tra cui la crudeltá e la premeditazione oltre che l'esistenza dei motivi abbietti e futili accogliendo parzialmente la tesi del difensore, l'avvocato Ferdinando Letizia, a fronte di una richiesta della Procura di ben 30 anni di galera.

De Maria venne catturato il 22 gennaio del 2018 a Weener, cittá a Nord della Germania al confine con i Paesi Bassi dalla polizia tedesca in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Santa Maria Capua Vetere al termine di un'intensa e complessa attivitá d'indagine dei carabinieri di Mondragone grazie alla quale sia l'Olanda che la Germania vennero individuate come le nazioni in cui De Maria si nascondeva.

L'attivitá investigativa compiuta nell'imminenza dell'omicidio iniziò il 31 gennaio 2016 con il sopralluogo presso l' ex Hotel Zagarella di Castel Volturno famigerato per le frequentazioni di spacciatori, tossicodipendenti e prostitute. Proprio in quel degrado si rinvenne il cadavere della 23enne tunisina e grazie all'acquisizione delle immagini delle videocamere di sorveglianza degli esercizi pubblici e quelle private presenti nell'area si individuò l'assassino ed il tragitto seguito lungo la via Domiziana prima di dileguarsi presso il parco 'Prato Verde' di Castel Volturno.

Lì si concentrò l'attivitá degli inquirenti grazie all'ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche che rendevano inconfutabile il coinvolgimento di De Maria nell'assassinio di Rached. Sul luogo del delitto comparve anche un testimone chiave: un extracomunitario abituale dimorante dell'ex Hotel che escusso dai carabinieri di Mondragone riferí di aver prestato soccorso alla vittima dopo l'aggressione e di aver inseguito l'autore lungo la statale Domiziana fino a quando non desistette a causa delle minacce perpetrate dal reo con un coltello.

Prove schiaccianti portarono all'ordinanza di custodia cautelare mai eseguita causa la latitanza e solo grazie alla collaborazione europea di polizia e la conseguente estradizione in territorio italiano, De Maria ha ricevuto la sua condanna.

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