Imprenditore ucciso, il pm: "Ergastolo per Cicciariello"

Invocata la massima pena per il boss dei Casalesi per l'omicidio dell'ex assessore Vincenzo Feola

La vittima Vincenzo Feola e Francesco Schiavone detto Cicciariello

"Ergastolo". Questa la richiesta del pm della Dda Graziella Arlomede per Francesco Schiavone Cicciariello accusato di essere tra i mandanti dell'omicidio dell'imprenditore ed ex assessore di San Nicola la Strada Vincenzo Feola, ucciso in un agguato di camorra nel 1992 in viale Carlo III, nei pressi dell'Appia Calcestruzzi. 

Il pubblico ministero dell'Antimafia non ha riconosciuto le attenuanti generiche al boss dei Casalesi, che dal 2015 si è dissociato dal clan pur non collaborando con la giustizia. Secondo la ricostruzione della Dda Cicciariello sarebbe stato tra i mandanti del delitto proprio per il suo ruolo apicale all'interno del sodalizio mafioso. Il suo silenzio sull'omicidio ha avuto lo stesso peso di un assenso ai sicari che poi uccisero Feola. Alla richiesta di condanna si è associato l'avvocato Claudio Pascariello, che assiste i familiari di Feola costituitisi parte civile al processo. Ha chiesto l'assoluzione, invece, il difensore di Schiavone, l'avvocato Pasquale Diana. Il giudice Fabio Provvisier si è riservato e nelle prossime ore pronuncerà il suo verdetto.

Cicciariello è stato ascoltato anche nel corso del processo che si sta celebrando dinanzi alla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere per l'omicidio di Feola, che vede alla sbarra Andrea Cusano e Giuseppe Misso. Nel corso della sua testimonianza il boss dei Casalesi disse di aver saputo dell'omicidio ma di non essere intervenuto essendo San Nicola la Strada fuori dalla sua "area" di competenza. 

Secondo quanto ricostruito Feola venne ucciso con circa 15 colpi di pistola. Il movente del delitto è da ricercarsi nella sua decisione di uscire dal Cedic, il consorzio delle aziende di calcestruzzo creato da Bardellino e Schiavone, che in provincia di Caserta aveva il monopolio della fornitura del materiale per l'edilizia e gestiva tutti gli appalti. Per l’omicidio sono già stati condannati col rito abbreviato Francesco Bidognetti (30 anni), Ettore De Angelis (14 anni), ed i pentiti Nicola Panaro e Cipriano d’Alessandro (entrambi a 12 anni di carcere). 


 

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