Coniugi sgozzati, il macabro retroscena: sorpresi dal figlio nel letto

La fuga in auto di Graziano è stata fermata dall'intervento dei carabinieri

Graziano Afratellanza è stato fermato dopo ore di fuga

Sedici ore di follia, da un raptus omicida e una rocambolesca fuga, fino al fermo dei carabinieri. È la tragica cronistoria di quanto accaduto da questa notte alle 16 di oggi a Graziano Afratellanza, il 40enne su sui si concentrano gli indizi, ormai certezze, per l’omicidio dei suoi genitori, Francesco Afratellanza e Antonietta Della Gatta, avvenuto a Parete.

I due coniugi, rispettivamente di 82 e 78 anni, sono stati sorpresi nella notte dal figlio, mentre stavano ancora dormendo: il 40enne li ha colpiti a morte con un coltello di 15 centimetri, sgozzandoli. Ancora non è chiaro cosa sia successo nelle ore immediatamente successive, ma è certo che Graziano nella prima mattinata si sia messo al volante di una Volkswagen Passat rendendosi irreperibile.

Dopo alcuni tentativi andati a vuoto di contattare i due anziani coniugi, è stata la nuora la prima persona ad entrare nell’abitazione di via Scipione l’Africano, scoprendo il drammatico duplice omicidio avvenuto nella notte. Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri e ambulanza, allertati proprio dalla donna: per marito e moglie non c’era però più nulla da fare.

Dalla mattina sono quindi scattate le ricerche del figlio scomparso, già noto per dei trascorsi complicati in passato, situazioni che avevano creato problemi alla famiglia. Mentre davanti l’abitazione si affollano amici e vicini di casa, i carabinieri concentrano le ricerche nelle campagne di Parete, dove la famiglia possiede un terreno. La paura è infatti che l’uomo potesse compiere un gesto estremo.

Dopo 16 ore la svolta: Graziano viene avvistato e fermato da una pattuglia dei Carabinieri di Casal di Principe lungo via Santa Maria a Cubito, strada che collega Casal di Principe a Villa Literno, fino a Cancello ed Arnone. Contemporaneamente viene rinvenuto dai militari un coltello di 15 centimetri a Parete, in località Portella, distante circa un chilometro dal luogo del duplice omicidio, compatibile con l’arma utilizzata per compiere l’eccidio. Si chiude così una giornata di follia, che ha distrutto una famiglia e sconvolto una piccola comunità di 10mila anime.

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