"Alpini di m...", condannato caporale dell'Esercito

Offese e minacce ai "colleghi" al presidio notturno: "Vi prendo a calci in culo"

L'episodio al presidio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

"Non valete niente e non siete in grado di fare questo tipo di lavoro al sud". Sono queste le parole pronunciate da un caporal maggiore del 21° Genio Guastatori di Caserta all'indirizzo di altri militari, alpini, in servizio notturno al presidio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ingiurie che gli sono valse una condanna a 4 mesi e 15 giorni di reclusione militare, sentenza che è stata confermata dalla Corte di Cassazione.

I fatti si sono verificati nella tarda serata del 22 ottobre del 2011. Il militare, casertano di 41 anni, stava transitando con l'auto nei pressi di piazza della Resistenza. Aveva fretta, tanta. Una pressa legata all'imminente parto della moglie, in macchina con lui. Davanti, però, un'auto si ferma al posto di vigilanza per chiedere un'informazione. Il militare di guardia si sofferma nel dare spiegazioni dettagliate a quello sconosciuto viandante.

Una forma di gentilezza che ha fatto perdere tempo e le staffe al caporal maggiore. Prima i lampeggianti, poi le offese riferite a muso duro ai militari di guardia. "Alpini di m..., Alpini del c..., vi trovate a Bolzano, perché non avete educazione, vi trovate negli Alpini, perché non valete niente e non siete in grado di fare questo tipo di lavoro al sud", ha detto secondo l'accusa. Non solo le offese ma anche minacce: "Se voglio vi faccio tornare a Vipiteno a calci in culo". Una condotta aggravata dal minore grado dei militari a cui sono state rivolte le parole di disprezzo.

La Cassazione ha confermato in toto l'impianto accusatorio con le dichiarazioni dei militari "offesi" che sono state valutate correttamente dalla Corte Militare. Per questo il ricorso del Caporale casertano è stato rigettato con la conferma della condanna alla reclusione militare. 

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