Le minacce e l'incontro tra boss e sindaco: la difesa "mina" le tesi della Dda

Il difensore di Fortunato Zagaria riprende le dichiarazioni di Restina e manda su tutte le furie Zara

Gli ex sindaci Fortunato Zagaria e Gianni Zara

Un presunto incontro tra l'ex sindaco di Casapesenna Giovanni Zara ed il boss Michele Zagaria. Su questo ha battuto la difesa di Fortunato Zagaria, anche lui sindaco di Casapesenna, accusato di aver minacciato proprio Zara, parte civile al processo, per conto del capoclan.

E' stata un'udienza tesa quella celebrata oggi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dedicata alla sola discussione dell'avvocato Giuseppe Stellato mentre l'altro difensore di Fortunato Zagaria, l'avvocato Paolo Trofino, prenderà la parola alla fine del mese. Un'arringa lunga con cui Stellato ha provato a smontare le tesi dell'accusa. 

Da un lato Stellato ha provato a riabilitare la figura di Fortunato Zagaria parlando delle sue azioni anticamorra, con la confisca di beni appartenuti alla criminalità organizzata acquisiti durante i suoi mandati da sindaco; dall'altro ha minato la credibilità di Zara, dalla cui denuncia è partito il processo, battendo il chiodo su un presunto incontro, raccontato dal collaboratore di giustizia Generoso Restina (vivandiere del boss Zagaria) nel corso del processo, tra Zara ed il capoclan (lo stesso Restina ha parlato anche di incontri tra il boss ed il sindaco Zagaria). Dichiarazioni riprese che hanno provocato la ferma reazione di Zara. "Non è vero", ha detto in aula, beccandosi il richiamo del presidente del collegio Francica. 

Stellato durante la sua arringa ha fornito anche una chiave di lettura diversa in ordine alle minacce di cui Fortunato Zagaria, secondo il difensore, sarebbe stato il reale destinatario (era vicesindaco come Cangiano, preso come esempio nel monito del clan). 

Secondo l'accusa Fortunato Zagaria avrebbe minacciato Zara di fare la fine di Antonio Cangiano, ex vicesindaco di Casapesenna gambizzato dalla camorra. Per la Dda quel messaggio di morte sarebbe partito proprio dal capoclan. Per questo l'antimafia ha chiesto 10 anni di reclusione per Fortunato Zagaria e 5 per il boss Michele Zagaria, difeso dall'avvocato Paolo Di Furia. Chiesta l'assoluzione per l'ex consigliere comunale Luigi Amato, anche lui a processo. 

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